“Lessico famigliare” di Natalia Ginzburg è un romanzo autobiografico che narra la storia della famiglia della scrittrice: la famiglia Levi.

È un libro divertente e fresco, un romanzo della memoria ironico e affettuoso, in cui si descrive il lessico usato in famiglia dal 1925 agli anni ’30 ai primi anni ’50, attraverso abitudini e comportamenti propri dell’ambito familiare.

La comunicazione linguistica, in ogni famiglia, varia. Ci sono modi di dire, frasi consuete e parole che solo i componenti a volte comprendono.

Quella descritta potrebbe essere la storia di qualsiasi famiglia, con le sue caratteristiche particolari e riconoscibili solo all’interno di quel nucleo familiare e da nessun altro.

Figure ed eventi si avvicendano nel romanzo senza un ordine gerarchico, si presentano da sé, vivono attraverso i loro gesti e le loro parole.

La famiglia Levi è dominata dalla figura del padre, Giuseppe.
Molta attenzione viene dedicata però anche alle figure della madre e dei fratelli.

Il romanzo ripercorre le vicende familiari cronologicamente legate soprattutto all’età fascista e la seconda guerra mondiale, quando vengono evocati l’uccisione del marito dell’autrice, Leone Ginzburg, per attività politica antifascista, la persecuzione degli Ebrei, fino a giungere al suicidio di Cesare Pavese e alla caduta delle illusioni legate alla Resistenza.

La vita dell’autrice, infatti, ha attraversato eventi storici difficili.

Cresce a Torino in un ambiente intellettuale : continui controlli della polizia, la prigione che tocca diversi membri della sua famiglia, tra cui il padre e alcuni dei fratelli.

Questi anni sono bene sintetizzati nel suo Lessico famigliare (1963).

Natalia, nel ricordo, è proprio così: affettuosa con le persone che le sono attorno, molto consapevole dei problemi umani e politici del mondo di cui siamo parte. È una persona schiva e discreta, silenziosa, in molte occasioni, ma sempre attenta e consapevole di ciò che le succede intorno.

La sua storia può certamente costituire un “ponte” molto importante per comprendere il presente e imparare, in qualche modo, a vivere, anche fiduciosamente, il futuro.

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