Dopo un anno e mezzo di trattative, la proprietà turca mantiene lo stabilimento. Garanzie per i lavoratori

Resterà a Novi Ligure il cioccolato della Pernigotti: la garanzia è arrivata con l’annuncio del nuovo piano industriale concluso dopo un anno e mezzo di trattative con il gruppo turco che ha acquistato l’azienda dolciaria. “Una battaglia vinta”, esulta il sindaco Gian Paolo Cabella.
I dettagli dell’operazione non sono ancora stati resi noti e se ne saprà di più mercoledì, durante la videoconferenza in cui si esporrà il piano che riguarda 124 lavoratori tra lo stabilimento alessandrino, dove ci sono 59 dipendenti, e gli uffici milanesi, dove lavorano 65 impiegati. “Ora dovranno dimostrare di investire davvero qui”, afferma Tiziano Crocco, che ha seguito la trattativa per la Uila-Uil difendendo il futuro dello stabilimento dolciario di Novi. Tra le prospettive c’è quella di una nuova linea industriale per produrre in Piemonte a partire dal 2021 le creme spalmabili, che ora sono confezionate in Turchia e commercializzate in Italia.

Secondo quanto trapelato, per i lavoratori di Novi ci sarà un anno di cassa integrazione erogata dal Mise e dalla Regione Piemonte, che servirà anche per accompagnare alla pensione alcuni lavoratori più avanti negli anni, probabilmente una decina in tutto, inclusi quelli che ora sono alla portineria e che sembravano a rischio. “Non sarà la Pernigotti di prima ma ora dobbiamo pensare a salvare più posti di lavoro possibile”, precisa Crocco. “Considerando che nel novembre 2018 la proprietà aveva annunciato la chiusura, si tratta di un’ottima notizia per la nostra città – continua il sindaco Cabella – Nei giorni scorsi i sindacati hanno ricevuto il documento ufficiale ed è stato giudicato positivamente. Ora dobbiamo sperare in un risultato analogo per i 666 lavoratori dell’ex Ilva, che ancora stanno lottando per non rimanere a casa”.

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