Un paese nel quale è fatto rigoroso divieto l’andare alle urne, dove il Presidente non commenta quello che sta succedendo in magistratura, dove continua ad essere presidente di ente locale chi ha buttato i milioni di euro dei cittadini, chi si è mosso e si muove da anni nello scandalo, dove si lasciano morire di fame i cittadini e si mantengono clandestini a nessun titolo su questo suolo.

Una terra dove si manifesta per un cittadino morto in America e non si manifesta per le tante giovani morte, violentate, spezzate, drogate, per i tanti uomini al servizio dei cittadini trucidati durante il servizio.

Uno stivale da nord a sud dove paga chi sta dormendo a casa sua e non chi va a rubare dentro le case di notte, dove le rappresentanti delle istituzioni si genuflettono ma mai quando le atrocità sono espletate in patria.

Un postaccio dove si penalizza la libertà di manifestare se non la si pensa in forma dittatorial di sinistra.

Una melma fatta di gente che si trincera dietro “gli amici”, banchieri, politici, giornalai, dove i ladri e non quelli di polli se la cavano sempre, dove paga e muore solo chi non c’entra nulla, dove le sentenze sono inaudite e la mancanza delle pene ingiustificabile.

La proprietà di baroni e cose nostre impegolate fino al collo, dove un’oligarchia da strapazzo decide il futuro delle nostre storie e delle nostre radici senza averne alcun diritto.

Un parco con all’interno una giostrina di cavallini e caroselli che a porte chiuse, insieme a due donne che fa rabbrividire definire tali, deciderà dei soldi e dei sacrifici di chi qui ci è nato, ci ha lavorato e ha dato il sangue dei suoi cari.

Una penisola dove non si sa che fine facciano le inchieste: Bibbiano, Palamara, i soldi donati ai terremotati – che stanno ancora lì – e invece ci si preoccupa dei signori che bivaccano, spacciano, stuprano, e dove del figlio di Grillo non sappiamo niente ma siamo pronti a sbattere in prima pagina il figlio di qualcun altro; non si sa che fine abbiano fatto i soldi dell’Unicef, i genitori di qualcuno che ancora va in tv a blaterale, etc etc per una lunga e corposa serie.

La Costituzione, quale? Quella ancora non scritta.

Si inneggia a gente che in modo violento risponde alla violenza, brucia, sfascia, decapita e imbratta statue, a quando il rogo dei libri oltre che dei film?

Ormai non esistono differenze con posti più lontani, la signora inginocchiata voleva vedere raso al suolo l’Eur? Quindi non c’è poi tanto da rimaner basiti.

Gli Stati Generali? A cancelli chiusi? Con due simil francesi?

Che a forza di prendere per i fondelli un popolo alla fame si avvicini un 14 Juillet? Attention au jour de gloire.

Ah…ma questa era la Francia!

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