Vittorio Sgarbi in commissione alla Camera rifiuta di indossare la mascherina e urla attaccando Miozzo. Il trambusto e le grida hanno portato alla sospensione della seduta

Vittorio Sgarbi non indossa la mascherina in commissione alla Camera e spiega ai presenti la sua indignazione nel dover sempre indossare il dispositivo medico chirurgico. Nel video Vittorio Sgarbi urla contro Miozzo, coordinatore del comitato tecnico-scientifico istituito dal dipartimento della Protezione civile, per le decisioni prese per l’avvio del prossimo anno scolastico.

L’intervento inizia con il critico d’arte che si sorregge la mascherina sulla bocca, dopo essere stato già ripreso per non averla indossata come prevede invece il regolamento.

Anche  Mara Carfagna, la vice presidente alla Camera lo mette in riga: «Onorevole Sgarbi indossi la mascherina, non è  che qui ci sono 629 imbecilli e uno intelligente».

Richiamato a indossare la mascherina, come tutti gli altri presenti, Sgarbi ha iniziato ad urlare: «Non la posso indossare, mi fa male». La sua decisione di non indossare il presidio è spiegata dal politico con una motivazione medica, una malattia gli renderebbe l’uso della mascherina nocivo e dannoso.
Punta poi il dito contro Miozzo e urla che la mascherina non fa male solamente a lui, ma anche a chi si trova in aula con lui e a Miozzo stesso che lo sta riprendendo per la sua condotta. I toni in aula diventano sempre più concitati e a questo punto Sgarbi ricorda a Miozzo:
«Chieda se è obbligatoria. Ha detto Borrelli, capo della Protezione civile, «non mettete la mascherina» il 3 aprile, rispettate le distanze. Io ho la distanza e la mascherina non la porto.»

Il coordinatore del Comitato tecnico-scientifico cerca di interrompere l’intervento concitato di Sgarbi ricordando che ci sono delle disposizioni e delle norme da rispettare, ma non riesce a concludere la frase. Sgarbi insiste invece ricordando le parole di Borrelli e spiegando che non ha intenzione di indossare la mascherina, dal momento che non vi è nessuno vicino a lui.
Miozzo è quindi costretto a interrompere la seduta spiegando che i lavori riprenderanno solo quando anche Vittorio Sgarbi avrà deciso di indossare la mascherina. La decisione viene commentata dal critico d’arte con un concitato «Sospendiamo un cazzo!».

Dopo questa affermazione la seduta è stata sospesa per alcuni minuti e ripresa poi con un clima di maggiore tranquillità. Vittorio Sgarbi non è nuovo a dichiarazioni di questo tipo e già in passato aveva spiegato come non approvasse le decisioni del governo sulla gestione dell’epidemia. La mascherina per Sgarbi è un ricatto, come sono anche inaccettabili le restrizioni alla libertà che sono state imposte in questi mesi per cercare di fermare la diffusione del virus.

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