Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge delega sulla famiglia, il cosiddetto Family Act. Il testo, sottolineano fonti di governo, è stato “approvato integralmente”.

Un'”ottima notizia che va nella giusta direzione di pari opportunità ed equilibrio tra vita professionale e famigliare. Avanti così!”, commenta in un Tweet la vice presidente della Camera del M5S, Maria Edera Spadoni che sottolinea due elementi contenuti nel Family Act, il “diritto a congedo parentale di 10 giorni per i neo papà e assegno unico per tutti i figli”.

Il provvedimento prevede che tutte le misure siano applicate  in modo universale ai nuclei familiari con figli, secondo  criteri di progressività basati sull’applicazione di  indicatori della situazione economica equivalente; altro  principio cardine è il valore sociale riconosciuto alle attività educative e di apprendimento dei figli, con agevolazioni fiscali, deduzioni e detrazioni ovvero una somma  in denaro vincolata allo scopo; la promozione della parità di genere nell’assistenza e nella cura dei figli; il  potenziamento dei servizi offerti a sostegno alla famiglia, con misure organizzative, di comunicazione e semplificazione  che ne favoriscano l’accesso. La bozza del provvedimento  prevede deleghe per il riordino delle misure di sostegno  all’educazione dei figli e delle figlie; per la disciplina  dei congedi parentali e di paternità; per incentivare il  lavoro delle madri e l’armonizzazione dei tempi; per  incentivare l’autonomia e il protagonismo giovanile. La conferenza stampa a Palazzo Chigi su Fb

Congedi e assegno universale per figli

Sostenere la genitorialità, la funzione sociale ed educativa delle famiglie, contrastare la denatalità, valorizzare la crescita armoniosa dei bambini e investire sul protagonismo giovanile, nonché per favorire la conciliazione della vita familiare con il lavoro, in particolare quello femminile. Tutto questo è il Family act, che si declina attraverso i molteplici aspetti della vita familiare Il ddl è composto da 8 articoli: nel primo sono previsti i principi e i criteri direttivi cardine di tutta la riforma che sarà attuata con i decreti delegati. Le deleghe per specifici ambiti di competenza sono previste agli articoli 2, 3, 4 e 5 e 6. Nell’articolo 7 è disciplinata una procedura identica per l’adozione di tutti i decreti legislativi previsti nella delega, eccetto che per la delega contenuta all’articolo 3, concernente il riordino delle misure di sostegno all’educazione dei figli, per la quale è prevista l’intesa della Conferenza unificata, ai sensi dell’articolo 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Per tutti i decreti, invece, è prevista la trasmissione alle competenti Commissioni parlamentari per i profili di competenza. Ecco in sintesi gli aspetti del Ddl.

Assegno universale

L’assegno è mensile e verrà corrisposto dal settimo mese di gravidanza fino al compimento del diciottesimo anno di età di ciascun figlio, a eccezione della figlia o del figlio disabile per il quale non sussistono limiti di età, tramite una somma di denaro o mediante il riconoscimento di un credito d’imposta, da utilizzare in compensazione. Nel caso di figli successivi al primo, l’assegno subirà una maggiorazione del venti per cento, così anche nel caso di figlia o figlio disabile.

Congedi parentali

Si stabilisce un periodo minimo non inferiore ai due mesi di congedo parentale non cedibile all’altro genitore per ciascun figlio. Prevede inoltre un periodo di congedo obbligatorio non inferiore a 10 giorni lavorativi per il padre lavoratore nei primi mesi di nascita del figlio e che il diritto al congedo sia concesso a prescindere dallo stato civile o di famiglia del genitore lavoratore; previsto un permesso retribuito, di almeno 5 ore nell’arco di un anno scolastico per i colloqui con i professori dei figli;prevista l’introduzione di modalità flessibili nella gestione di congedi, compatibilmente con le esigenze del datore di lavoro e nell’ambito della relativa competenza, con le forme stabilite dalla contrattazione collettiva applicata al settore; prevista una durata minima di 2 mesi di congedo non cedibile all’altro genitore.

Incentivi al lavoro femminile

Introduce l’indennità integrativa del 30% della retribuzione per le madri lavoratrici erogata dall’Inps, per il periodo in cui rientrano al lavoro dopo il congedo obbligatorio; la deducibilità delle spese per le baby-sitter tenendo conto dell’Isee; la modulazione graduale della retribuzione percepita dal lavoratrice nei giorni di astensione nel caso di malattia del figlio; forme incentivanti per i datori di lavoro che stabiliscono modalità di lavoro flessibile; prevede inoltre che ai genitori di figli con età inferiore a 14 anni sia riconosciuto il lavoro agile; una quota del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, per l’avvio delle nuove imprese start up femminili e l’accompagnamento per i primi due anni.

Autonomia e protagonismo giovanile

Prevede il sostegno alle famiglie, mediante detrazioni fiscali delle spese sostenute per l’acquisto di libri universitari per ogni figlio maggiorenne a carico, iscritto all’università, che non goda di altre forme di sostegno per l’acquisto di testi universitari; il sostegno alle famiglie, mediante detrazioni fiscali delle spese relative al contratto di affitto di abitazioni per i figli maggiorenni iscritti ad un corso universitario; il sostegno alle giovani coppie, composte da entrambi i soggetti di età non superiore a 35 anni, mediante agevolazioni fiscali, per l’affitto della prima casa.

Infanzia

nell’ambito del riordino delle misure di sostegno peri figli a carico,si prevede un buono per il pagamento delle rette degli asili nido e altri servizi per l’infanzia nonché l’assegno di natalità. Il ddl impegna il governo a introdurre benefici fiscali e a mettere anche ordine nelle detrazioni a favore di figli e figlie. Tra gli obiettivi: sostenere le spese sostenute per gite scolastiche, iscrizione annuale e abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva, corsi di lingua e di arte e musica; l’acquisto di biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche e altri spettacoli dal vivo, libri, ingresso a musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche e parchi naturali; interventi di sostegno “con contributi” che “possono coprire anche l’intero ammontare delle rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati, asili nido familiari, micronidi, sezioni primavera e scuole dell’infanzia, nonché per l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore delle bambine e dei bambini al di sotto dei sei anni”.

Fonte: https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/family-act-cdm-congedi-sgravi-gite-colloqui-prof-a37bfbd2-7bd7-478d-9085-529a20b83178.html?refresh_ce

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