È in arrivo l’estate e oggi parliamo di un libro che riporta, nel titolo e nella trama, la bella stagione.

Ne “L’estate dei segreti perduti”, l’autrice utilizza spesso la prosa in modo melodrammatico, attraverso l’uso di metafore.

La Lockhart racconta la storia di una famiglia disfunzionale.

La famiglia Sinclair si riunisce per le vacanze estive su una piccola isola privata al largo delle coste del Massachusetts. I Sinclair sono belli, ricchi, spensierati. Cady, l’erede di tutta la fortuna e di tutte le speranze, non fa eccezione.

Ma, all’improvviso, nell’estate in cui la giovane Cady Sinclair compie sedici anni, le cose cambiano.
Cady si innamora forse del ragazzo sbagliato e ha un incidente. Due anni dopo, torna sull’isola e scopre che niente è come sembra nella bellissima famiglia Sinclair. E che, a volte, ci sono segreti così profondi che sarebbe meglio non rivelare mai.

I Sinclair sono colpevoli di classismo: gli adulti della famiglia si dimostrano campioni nell’arte della manipolazione psicologica ai danni di figli e nipoti.

Il racconto ruota attorno al concetto di colpa e responsabilità personale ed è interessante e coinvolgente, grazie anche all’utilizzo di una voce narrante, in realtà non molto affidabile, che è quella di Cady, colpita, dopo il misterioso incidente, da amnesia selettiva.

Con la memoria di Cady, sembra essere andato distrutto anche il suo intenso legame di amicizia con i tre coetanei, due cugini e il suo primo amore, che hanno condiviso le sue avventure estive fin dall’infanzia. Cady è la figura centrale del libro, mentre gli altri personaggi risultano un po’ “sfocati”.

L’autrice crea agilmente un’atmosfera di suspense e mistero che tiene “incollati” alle pagine del libro, da “divorare” in poche ore.

Arrivati al termine dell’opera, però, si ha la strana sensazione che la vera storia di Cady debba ancora iniziare.

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