Oipa Italia: «chiudere gli allevamenti, anche in Italia. La pelliccia è out, lo attesta l’ultima rilevazione eurispes»

La sospensione dell’abbattimento di oltre 10 mila visoni “da pelliccia” allevati in Olanda è durata appena 24 ore. Il via libera definitivo è arrivato dopo che il giudice ha respinto un ultimo ricorso presentato da associazioni animaliste olandesi, che ringraziamo per l’impegno messo in campo per la salvezza di questi sfortunati animali. Lo sterminio è stato deciso dal Governo olandese a seguito dei due casi di possibile trasmissione del virus dal Sars-CoV-2 da visoni contagiati all’uomo.

«La vicenda avrebbe potuto avere un esito diverso, in nome del rispetto per gli animali e per l’avvio di un “nuovo corso” al di fuori della prassi in cui alcune specie sono allevate e uccise per profitto», dichiara Massimo Comparotto, presidente dell’Oipa Italia – Organizzazione internazionale protezione animali.

Lo spillover dai visoni agli esseri umani, se confermato, sarebbe il “primo caso noto di trasmissione” del nuovo coronavirus dall’animale all’uomo, ha sancito reso noto l’Oms. Proprio per questo ci appelliamo al Governo italiano affinché decida la chiusura di tutti gli allevamenti di animali da pelliccia in Italia, purtroppo ancora attivi in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Abruzzo, prevedendo il recupero e la riabilitazione degli animali.

«In questi stabilimenti gli animali vivono per lo più in pessime condizioni igieniche e lo stress che subiscono dalla nascita all’uccisione è altissimo, costretti come sono a subire un’angusta cattività in scenari d’inferno. Un motivo di più per riflettere sulla necessità di chiudere tutti questi stabilimenti. Inoltre, le case di moda si rassegnino: la pelliccia è out, proprio in quanto prodotto derivante da crudeltà. Secondo l’ultima rilevazione dell’Eurispes su questo tema, quasi 9 italiani su 10 (86,3%) sono contrari alla produzione delle pellicce di animali. Celebri marchi e firme prestigiose sono già fur-free. Invitiamo chi ancora indossa pellicce a guardare le numerose testimonianze video e fotografiche che raccontano la realtà degli allevamenti e dell’uccisione degli animali “da pelliccia”», conclude il presidente Massimo Comparotto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *