Un po’ di tempo libero, un caffè più lungo e una passeggiata sulla stampa estera, anche europea ma distante dal continente dei soli rapporti monetari e mi soffermo su un articolo datato ma ripreso: La gauche caviar italiana.Si impone una riflessione sui finti ideali, sulla finta politica, sul finto essere altruisti, sui finti comportamenti e su questa italianità alla pulcinella che farebbe inorridire Marx e i grandi teorici del socialismo. Una carrellata di signori ultra benestanti che pendono dalla tasca e si inginocchiano davanti ad unico Dio, il Dio denaro.

La storia parte da lontano, da quei personaggi macchietta e irascibili solo quando li si pizzica con le mani in pasta e solo quando vengono sottoposti alle domandine scomode di quei rari esemplari che non si assoggettano al potere.

L’articolo nomina il cerchio delle ville di Capalbio, mare, sole e piscine ma senza intrusi intorno, lontani e ben distanziati dai soliti noti che per simpatica e democratica accoglienza girano sulla spiaggia a vendere magliette ma né a Occhetto, né a Bertinotti e nemmeno allo stratega tv Maurizio Costanzo.

Poi, il bel giro delle antiche ville sull’Appia, cachemire, abiti firmati Missoni, cravatte con le cifre, tailleur di sartoria Gramano per le signore, borse di Fendi, Gucci e cappotti MaxMara e scarpe Pollini per le ex ministre targate PD.

Sindacalisti con gli Yacht in restauro a Follonica, le barche piccole (una ventina di metri almeno) nella rada del Giglio, fermacravatte d’oro e cene luculliane da Caino (quando si dice il caso dei nomi prediletti).

Nella sinistra di ieri e di oggi solo Rolex, questo fa radical chic, come fa di sinistra una villa sulle colline fiorentine che vale più o meno un milione e mezzo di euro, come fa caviar quell’attico a fianco al palazzo del voto e quello comprato all’eur per l’amante di turno, un po’ di distanza ci vuole per non dar nell’occhio. Figli e nipoti di banchieri che viaggiano in auto di grossa cilindrata, che sono piantonati dalle scorte mentre l’orefice di Ponte Vecchio porta a domicilio, in un antico palazzo romano, uno dei pochi col portierato, un bel giardino interno, 500 metri di appartamento calpestabile, 10 chili di gioielli e pietre preziose da mostrare nei salotti della Roma bene o alla prima della Scala.

Quella sinistra che arruola gente per il bacino elettorale ma che se ne sta distante dalla gente già dagli anni covid free, quegli esponenti che manifestano per la scuola pubblica e hanno pargoli e adolescenti in divisa da Istituto privato plurilingue da rette sui settemila euro a bimestre. Già, forse non tutti sanno che la maggior parte dei parlamentari, della classe poco dirigente e dei ministri ha i figli a scuola privata, che di per sé non sarebbe male, anzi, detto da me che dentro quella scuola ci sono nata e cresciuta, ma la sinistra non è, non era per il privato.

Tra gli ultimi arrivati c’è chi non si è fatto mancare la villetta a Capri, o a fianco alla Valle dei templi, l’attico a NewYork, un bell’appartamento in Florida con jet personale, l’appassionato del cavallino rosso e fra quelli che combatterebbero l’evasione…dei portentosi conti in Svizzera e nei paradisi fiscali.

Volendo evitare cose ridicole dico subito che gli articoli che ho letto sono scritti da esponenti di una sinistra pregressa, quella sinistra alla quale era rimasto un po’ di ritegno e qualche sinapsi ancora collegata, quella che, giustamente, critica questa baldanzosa gente che festeggia il 25 aprile a caviale e champagne e che se scoppiasse la guerra sarebbe all’imboscata, quella sinistra della stampa che rincorre la notizia e si sbraccia per salvare Palamara ma che ha sostenuto la persecuzione contro Bettino (sicuramente migliore di loro per statura e classe), contro Berlusconi (in processi ridicoli) e mette sepolcri e pietre tombali sugli scandali di Zingaretti, sugli omicidi dati per suicidi, su Centofanti, Lotti e tutto l’entourage.

Bachelet che nel 1980 fu freddato da 7 colpi di pistola che direbbe, se oggi fosse vivo, dei suoi colleghi, dei personaggioni della magistratura?

Una cosa è chiara, di sinistra…forse è rimasta l’ombra di qualche losco figuro e nient’altro, una sinistra che improvvisamente è diventata la destra che combatteva, la sinistra dei ricchi che prima combatteva la ricchezza, la sinistra dell’inalienabile bene privato e costoso, insomma, i paladini di una società uguale ( e non solo davanti alla legge) è ormai la signora più che borghese che lotta per i propri privilegi, le poltrone, il potere e che ha lasciato i capostipiti dentro al sottoscala in una bella libreria piena di polvere.

L’indagine fatta dall’esponente di sinistra, insieme ad un collega americano, volge ad una classifica che vede ai primi 40/50 posti gli esponenti italiani ed europei di questa sinistra odierna.

Destra, sinistra e tutti al centro, sono concetti e ideali superati, oggi quello che conta è la fede nel conio, nei piaceri, negli interessi personali e di casa…a proposito… Bibbiano, il figlio di Grillo, gli antenati del provincial fiorentino etc etc che fine hanno fatto?

Alternanza sì, ma di dobloni che siano più di ieri e meno di domani.

Caviale, champagne, escargots, aragoste e dagli agli affamati che non si ribellano, nel frattempo tutti ospiti di un noto albergo romano che grazie al genero del proprietario…………………. un occhio di riguardo.

Non è finita la prima repubblica, sarà così la seconda, poi la terza, la quarta…non è finita la P2 è solo cambiato il numero.

Non cito l’autore dell’articolo e le varie inchieste giornalistiche in proposito perché facilmente reperibili in rete anche in lingua originale (non italiana).

A tanti il valzer delle candele e a loro il brindisi della traviata o anche un Rigoletto nella forma retorica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *