A detta della nostra amata ministra della pubblica istruzione non è più un miraggio l’apertura in presenza delle scuole a settembre.

Messe da parte soluzioni pasticciate e improponibili come divisioni classi in gruppo, lezioni a turni alternati, lezioni con metà classe in presenza e metà classe in DAD, ora si prospetta a settembre una spettacolare e scoppiettante apertura in versione fantascientifica, che potrebbe dare lo spunto agli sceneggiatori della fortunata serie per il prossimo film di Star Trek.

Partiamo dal presupposto che questi tre mesi di lezione a distanza sono stati per molti aspetti grotteschi, con genitori costretti a rimanere chiusi dentro casa per svolgere i compiti (molti e a volte scriteriati) assegnati dai docenti per valutare le competenze didattiche conseguite dagli propri figli, e docenti dall’altro lato dello schermo tutti presi a dettare nozioni didattiche tra una sigaretta intervallata da qualche solita telefonata.

Secondo l’ultima, e ennesima, versione della nostra indecisa, e dalle idee ballerine, ministra, a settembre tutto sarà magicamente diverso.

Tutto magicamente risolto da milioni di barriere di pannelli in plexiglas, barriere di pannelli tra un banco e l’altro, barriere di pannelli sullo stesso banco, barriere di pannelli tra lavagna e cattedra, barriere di pannelli tra alunni e docenti.

Esternamente agli edifici scolastici dovrebbero essere costruite tecnostrutture fantasiose, anche esse rigorosamente in pannelli di plexiglas.

E, oltre all’ormai inseparabile mascherina, ogni alunno dovrà stare in classe col viso integralmente coperto da una visiera, anche essa in plexiglas.

Ovviamente si sta parlando di aria fritta ancora una volta.

Come avvenuto per tutte le volte precedenti.

Non ci sono i soldi disponibili (ci saranno in un futuro non troppo remoto, secondo il ministro). E non ci sono i tempi tecnici per programmare e organizzare queste strutture che sarebbero l’unica soluzione per tornare in classe a settembre.

Come sempre queste inapplicabili e quasi comiche trovate non sono frutto della mente del ministro, ma dei soliti componenti del fantomatico comitato di esperti.

Comitato di esperti delegato da Palazzo Chigi con il solito, primario e poco nobile fine di tali comitati: prospettare soluzioni, anche se “campate in aria”, per scaricare compiti e responsabilità sui “soliti altri”.

In questo caso le vittime da immolare sull’altare della Patria dovrebbero essere i Dirigenti Scolastici, che a inizio nuovo anno scolastico si troveranno la patata bollente tra le mani. Più che patata bollente tra le mani si troveranno una bomba alla quale già è stato disinserito l’innesco.

Purtroppo questi benemeriti esperti partono da un peccato originale: sono persone non addentrate nelle dinamiche e problematiche del mondo della scuola, mondo del quale non sanno cogliere le effettive esigenze e i reali contesti.

E cosi se ne escono con soluzioni cervellotiche e inapplicabili, tipo questa visione della scuola in versione Star Trek.

Tanto a scuola a settembre dovranno andarci i nostri figli, non i loro.

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