Nella storia dell’umanità annoveriamo, classifichiamo ed annotiamo, spesso senza particolari ansie e turbamenti, alcune date ed avvenimenti che hanno marcato, delimitato ed indiscutibilmente segnato tappe ed appuntamenti determinanti che hanno costituito un confine ed uno spartiacque in grado non solo di sopravvivere agli eventi ma anche di cambiare il senso della vita ed i valori e le scelte di intere generazioni.

Ebbene il 26 maggio 2020 è accaduto un avvenimento che marcherà indelebilmente il nostro calendario, forse un segno tra i più importanti in assoluto, passato totalmente in sordina e nel completo disinteresse generale senza suscitare alcun allarme o sdegno, rammarico o entusiasmo, ad eccezione di poche righe frettolose buttate giù di getto e riportate in qualche quotidiano o postate sui social prevalentemente per altri motivi.

Così in poche ore si è consumato un accadimento di portata mondiale in grado di sconvolgere e cambiare il nostro modo di vivere e che inficerà in modo irreversibile la vita ed i valori di tante generazioni future a partire da quelle dei nostri figli.

Cosa è successo?

Il 26 maggio Twitter ha segnalato un tweet del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump come fuorviante, non degno di fiducia ed affidabilità o comunque da verificare in quanto probabilmente non corrispondente al vero.

Frederick Deligne / Nice-Matin, France

Trump aveva infatti postato un tweet nel quale esprimeva dubbi e forti perplessità sulla efficacia e correttezza del voto postale indicando tale procedura, oramai acquisita, sperimentata e legalmente accettata nel paese a stelle e strisce, come foriera di malversazioni, alterazioni e facilmente falsificabile.

Il suo pur rispettabile punto di vista derivava da considerazioni personali legate alla prossima tornata elettorale che lo dovrebbe vedere come protagonista ma anche alle poco rassicuranti previsioni di facile vittoria che invece, secondo alcuni attenti osservatori, potrebbero tramutarsi in una mezza disfatta.

Ora al di là dell’entrare nel merito dello show delle elezioni americane, se la questione, il dibattito e la polemica si fossero fermate a questo livello, l’argomento sarebbe stato esaustivo in se stesso non suscitando particolari allarmismi o speciali attenzioni.

Il fatto è, come dicevamo, che dopo poche ore Twitter ha visto bene di marcare i post del Presidente con un bel punto esclamativo blu e con la frase: “Get the fact about mail-in ballots” ovvero traducendo in maniera concettuale: controlla i fatti perché non è proprio così, in pratica dando del bugiardo, poco informato o promotore di notizie fake all’ineffabile immobiliarista ritenuto da alcuni tra i più falliti del settore.

Donald Trump al di là delle allegorie, della capigliatura fluente e della smisurata passione per le belle donne ricordiamolo, ove ce ne fosse bisogno, è il Presidente dello Stato più importante del mondo che tra l’altro, oltre a produrre dal 30% al 38% del PIL mondiale, contempla ed anche mantiene, e la precisazione non è affatto trascurabile, il più potente esercito del mondo, del quale appunto lo stesso scapigliato è anche il Capo supremo.

Donald Trump al di là di ogni ragionevole dubbio e reticenza è l’individuo che viaggia sempre accompagnato dalla nuclear football, la valigetta attraverso la quale è possibile lanciare il più grande attacco nucleare a livello globale, in grado di annientare praticamente la vita stessa sulla terra. E non sto descrivendo la trama di un film di spionaggio, e non sto esasperando una situazione parossistica: sto solo descrivendo la realtà dei fatti sulla quale possiamo essere non d’accordo ma con la quale potremmo in un attimo essere costretti a fare i conti.

Dunque, per la prima volta in assoluto, un social media si permette di correggere non lo scopino dietro casa o lo sparaballe di turno, che con tutto il rispetto e la nostra ammirazione ci possono arrecare al massimo un danno fastidioso oppure scatenare una sonora risata, ma addirittura l’uomo più potente del mondo.

Non voglio volutamente soffermarmi sulla reazione del simpatico ‘Trumpone’, che qualunque essa sarà non potrà più cambiare il corso degli eventi, ma sulla sostanza di quanto è accaduto.

La singolarità è implosa e nulla sarà più come prima e ciò che è accaduto non potrà più essere annullato.

Cosa è accaduto?

Prima di rispondere a questa domanda bisogna solo per un attimo fare mente locale, soffermandoci quel tanto che basta per arrivare alla conclusione ed alla vera sintesi, ragionando su che cosa è, cosa non è, e cosa veramente rappresenta quello spazio virtuale che noi chiamiamo social.

Dietro ad un social media ci sono tutta una serie di informazioni particolareggiate, classificate e sistematicamente organizzate relative ad ogni singolo partecipante il cui insieme non costituisce semplicemente la sommatoria delle singole attitudini, intelligenze ed esperienze ma bensì il prodotto delle stesse, in quanto l’insieme delle conoscenze trattate attraverso sofisticati algoritmi si integra e cresce esponenzialmente ad ogni accesso, interagendo e nutrendosi con continuità allo scorrere del tempo.

Al di là dell’intervento umano di marcatura del singolo tweet, fenomeno fine a se stesso, è la prima volta che una intelligenza virtuale interviene per correggere un uomo e non un uomo qualsiasi ma addirittura l’uomo più pericoloso ed influente del mondo. E’ la prima volta che un componente della rete, seppur non proprio in maniera del tutto autonoma, ma il passo sarà brevissimo, interfaccia un parere umano mettendolo al muro, non solo relegando una sensazione umana a spazzatura ma scientemente distinguendo la verità dalla menzogna.

Per il momento e solo per evidenti motivazioni di comodo ciò è stato delegato ancora una volta, almeno in parte, alla gestione umana ma le potenzialità del sistema così come è stato costruito sono diventate ora oltremodo evidenti permettendo al mostro di fare un ulteriore passo avanti verso la sua liberalizzazione e la sua autonomia.

La rete attualmente ha tutte le potenzialità, le conoscenze ed i controlli necessari per effettuare selezioni, scelte e pianificazioni che per ora, essendo ancora al servizio di qualcuno, vengono gestite attraverso cognizioni umane, ma nel momento in cui l’uomo vorrà sgravarsi anche solo per futili motivi o legittime circostanze di questo ingombrante fardello basterà semplicemente girare un pulsante ed al resto penserà la rete con la propria intelligenza e noi non saremmo più indispensabili diventando al contempo superflui e trascurabili.

E tutto questo l’avremo cercato, costruito e voluto noi.

Gente! Ricordate questa data: il mondo è cambiato!

Ad Majora!

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