Contributi a fondo perduto – Sono ancora in corso i lavori presso l’Agenzia delle Entrate per definire la procedura per la richiesta dei contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Rilancio per le imprese e le partite IVA che nel mese di aprile hanno visto calare il proprio fatturato a causa dell’emergenza Covid-19.

Qualche prima indicazione su quella che potrebbe verosimilmente essere la procedura per fare domanda dei contributi a fondo perduto è emersa nel corso di un confronto, tenutosi in video conferenza, tra l’Agenzia delle entrate e i rappresentanti di imprese, tributaristi e Confprofessioni.

Un incontro, quello sulle modalità per fare richiesta dei contributi fondo perduto, contrassegnato da due assenze pensanti, quelle dei rappresentanti dei commercialisti e dei consulenti del lavoro, che hanno voluto sottolineare così la loro protesta contro il governo che ha escluso le professioni ordinistiche e non dalla possibilità di accedere alle richieste per questo tipo di aiuti pubblici.

Contributi a fondo perduto, come richiederli all’Agenzia delle Entrate

Il primo dettaglio emerso riguarda la procedura per compilare l’istanza da presentare in via telematica all’Agenzia delle Entrate

Dovrebbe trattarsi di una procedura semplificata, con solo tre caselle da compilare per fare richiesta del contributo a fondo perduto.

Il secondo dettaglio è relativo ai tempi. La procedura per fare richiesta degli aiuti pubblici dovrebbe partire infatti a metà giugno.

Il terzo dettaglio, importante, riguarda l’indicazione del dato dei ricavi, che potrà, con ogni probabilità, essere inserita come stima e non con il dato puntuale.

Contributi a fondo perduto, la piattaforma informatica

Nel frattempo si sta lavorando alla piattaforma informatica da mettere a disposizione dei contribuenti per fare richiesta dei contributi a fondo perduto.

L’Agenzia delle Entrate si è detta pronta a lavorare in stretta collaborazione con Assosoftware e Sogei per implementare più rapidamente possibile la procedura e la piattaforma informatica in cui dovranno essere inseriti i dati delle imprese e delle partite IVA.

I canali utilizzati saranno già quelli ampiamente conosciuti e praticati nei rapporti con l’amministrazione finanziaria: Entratel e Fisco online.

Contributi a fondo perduto, l’istanza per fare domanda

L’Agenzia delle Entrate ha fatto sapere di avere già pronta una bozza di istanza e conta di pubblicare già settimana prossima il provvedimento che darà il via alla procedura.

Le tempistiche sono serrate: la sfida è far arrivare il prima possibile i fondi sui conti correnti degli aventi diritto.

L’obiettivo è quello di avere tutto pronto per metà giugno con gli accrediti a partire dal 24 giugno. Questo, almeno, nelle intenzioni dell’Agenzia.

C’è da considerare che comunque a regime nel momento in cui arriva l’istanza passerà almeno una settimana per effettuare le verifiche su chi richiede i fondi.

In particolare l’attenzione è su una delle caselle da spuntare nell’istanza ed è quella relativa alla certificazione antimafia per cui dovranno essere fatte le verifiche prima di erogare i fondi.

Contributi a fondo perduto, il nodo dei ricavi

Sul requisito della soglia dei ricavi l’Agenzia delle entrate ha aperto alla possibilità di indicare la stima di appartenenza alla soglia e non di riportare il dato puntuale venendo incontro alla difficoltà di reperire l’informazione puntuale.

Ci sarà poi da indicare il calo del fatturato prendendo come riferimento il mese di aprile 2019 confrontandolo con quello del 2020.

L’indicazione di appartenenza nella soglia dei ricavi è un requisito per capire la misura del contributo da riconoscere a fronte del calo del fatturato:

  • 20% per coloro che si trovano tra zero e 400 mila euro di ricavi;
  • 15% per chi è nella soglia tra i 400 mila e il milione di euro;
  • 10% per chi è tra il milione e i 5 milioni di euro.

Un altro punto che è emerso nell’incontro sulle tempistiche contributi fondo perduto è quello relativo alla possibilità di correggere o meno l’istanza una volta che è stata presentata in via telematica.

Sembrerebbe esclusa l’ipotesi di correggere il dato comunicato, una volta inoltrata la domanda, mentre starebbe prevalendo l’ipotesi l’idea di poter inviare istanze successive che annullino le precedenti. In questa ipotesi l’Agenzia esaminerà e liquiderà solo l’ultima istanza inviata dal contribuente.

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