Attesa una circolare del ministero della Salute che raccomanderà il vaccino anti-influenzale ai bimbi fino a 6 anni e per gli over 60. “Alleviare il rischio che una seconda ondata arrivi in contemporanea con la recrudescenza delle malattie stagionali”

Se in tanti guardano con speranza ad un vaccino per il coronavirus che ancora non c’è, per contrappasso il servizio davvero essenziale interrotto dalla pandemia di Covid-19 è l’immunizzazione di routine dei bambini. L’allerta è stata data dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che ha pubblicato le nuove linee guida sull’attuazione di campagne di vaccinazione di massa, pratica che acquisisce ancor più importanza nel contesto pandemico che stiamo vivendo.

“Una epidemia di disinformazione ha danneggiato la vaccinazione negli ultimi anni” denuncia l’Oms che chiede ai paesi di fare di più per impedire che “rumors e pseudo-scienza minino sforzi di salute pubblica che salvano milioni di vite”. Secondo le stime dell’Unicef,”6mila bambini al giorno potrebbero morire” per lo stop delle vaccinazioni, col rischio di tornare indietro rispetto ai progressi fatti.

Dovranno vaccinarsi i bimbi fino a 6 anni e gli over 60

La polemica dei no-vax è ben nota in Italia dove ora si guarda già oltre l’estate e al rischio che una seconda ondata pandemica di Covid-19 colpisca il paese proprio in autunno in contemporanea con la recrudescenza delle malattie stagionali. Per questo motivo è molto attesa una annunciata circolare del ministero della Salute che raccomanderà l’immunizzazione anti-influenzale ai bimbi fino a 6 anni e per gli over 60, oltre a rinnovare la raccomandazione per gli operatori sanitari.

“Doveroso rilanciare la vaccinazione anti-influenzale, dato il rischio di una seconda ondata di Covid-19” spiega all’Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, che sottolinea come questo vaccino “abbia risentito pesantemente della campagna no-vax. Negli ultimi anni le coperture sono un po’ risalite, ma siamo ancora al 50% degli over 65 e a meno del 20% fra gli operatori sanitari.

“Ormai – ricorda Pregliasco – abbiamo vaccini quadrivalenti e trivalenti adiuvati. Il 28 febbraio scorso sono state emanate le raccomandazioni dell’Oms sulla composizione del vaccino antinfluenzale per la stagione 2020/2021 (emisfero Nord)”. Come ricorda anche l’Iss, le indicazioni prevedono l’inclusione dei seguenti ceppi nei vaccini quadrivalenti ottenuti in uova embrionate di pollo: A/Guangdong-Maonan/SWL1536/2019 (H1N1)pdm09-like virus; A/Hong Kong/2671/2019 (H3N2)-like virus; B/Washington/02/2019 virus (lineaggio B/Victoria); B/Phuket/3073/2013 virus (lineaggio B/Yamagata). “I primi tre sono nuovi”, dice l’esperto.

Nel caso dei vaccini trivalenti, l’Oms raccomanda l’inserimento del nuovo ceppo B/Washington/02/2019 -like (lineaggio B/Victoria), in aggiunta ai due ceppi di tipo A. Il nuovo vaccino conterrà, dunque, nuove varianti antigeniche di tipo A: quelle di sottotipo H1N1 sostituiranno il ceppo A/Brisbane/02/2018, mentre quelle si sottotipo H3N2 sostituiranno il ceppo A/Kansas/14/2017 ed una nuova variante antigenica di tipo B che sostituirà il ceppo B/Colorado/06/2017 (lineaggio B/Victoria).

E il vaccino contro Sars-CoV-2? Servirà tempo. “Bypassare gli studi clinici per un potenziale vaccino contro Sars-CoV-2 sarebbe catastrofico” spiega Douglas Green, vice direttore di ‘Science Advances’ in un editoriale sulla nota rivista scientifica.

Per “qualsiasi candidato vaccino”, avverte Green, “è fondamentale prendersi del tempo per garantire la sicurezza e indagare sui potenziali effetti avversi. Un vaccino in grado di innescare risposte anticorpali fortemente neutralizzanti nei test clinici – afferma – senza test di sicurezza competi non sarà ancora pronto per l’implementazione diffusa”. Ad esempio bisogna valutare l’effetto noto come Ade (potenziamento dipendente dall’anticorpo), in virtù del quale “gli anticorpi indotti dal vaccino si legano al virus ma anche alle cellule dell’organismo, facilitandone l’infezione. Un fenomeno preoccupante osservato con i vaccini contro Dengue, Ebola, Hiv e coronavirus dei felini”, ricorda Green.

Meglio quindi intanto usare le armi che conosciamo per non farci trovare impreparati. “La vaccinazione antinfluenzale per tutti i bambini tra i sei mesi e i sei anni il prossimo autunno sarebbe confortante: rappresenterebbe un eccellente risultato”. spiega Alberto Villani, presidente della Societa italiana di pediatria (Sip) e componente del Comitato di esperti presso il ministero dell’Istruzione.

Le vaccinazioni in età pediatrica possono infatti ridurre la circolazione del virus influenzale e, di conseguenza, consentire di meglio distinguere i casi Covid dalla normale influenza. “Fare il vaccino significherebbe far sì che i bambini non si ammalino, non facciano controlli ambulatoriali, visite al pronto soccorso ed evitino eventuali ricoveri” rammenta il pediatra.

“L’obbligo di vaccinazione dal punto di vista della cultura sanitaria di un popolo rappresenta sempre una sconfitta, sarebbe opportuno che tutti fossero convinti della necessità e opportunità di vaccinarsi senza ricorrere all’obbligo”.

FONTE: http://www.today.it/attualita/coronavirus-vaccinazioni-influenza-obbligo.html

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