L’emergenza sanitaria determinatasi in conseguenza della diffusione epidemica del COVID-19 ha reso necessari provvedimenti di protezione che hanno limitato fortemente, in particolare nella cosiddetta fase 1 dell’emergenza, la possibilità di movimento al di fuori del contesto domestico.

In particolare, con la sospensione di tutte le attività educative e scolastiche in presenza, si è limitata drasticamente la possibilità di svolgere esperienze al di fuori del contesto domestico e familiare per i bambini e gli adolescenti.

Sebbene le esigenze di garantire condizioni di sicurezza e di salute per la popolazione abbiano positivamente giustificato i provvedimenti restrittivi di cui sopra, una delle conseguenze degli stessi è stata quella di incidere fortemente su quelle condizioni di ordinario benessere dei bambini e degli adolescenti che si legano strettamente a diritti fondamentali come quelli all’incontro sociale fra pari, al gioco ed all’educazione.

Partendo dalle circostanze sopra richiamate, le presenti linee guida hanno l’obiettivo di individuare orientamenti e proposte per realizzare, nella attuale fase 2 dell’emergenza COVID-19, opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini ed adolescenti.

Tale prospettiva è stata perseguita ricercando il giusto bilanciamento tra il diritto alla socialità, al gioco ed in generale all’educazione dei bambini e degli adolescenti e, d’altra parte, la necessità di garantire condizioni di tutela della loro salute, nonché di quella delle famiglie e del personale educativo ed ausiliario impegnato nello svolgimento delle diverse iniziative.

Sulla base di queste importanti considerazioni, sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 17 maggio 2020,  è stato pubblicato il Decreto del Presidente del Consuglio dei Ministri sulle disposizioni attuative per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 nella Fase 2.

All’articolo 1 lettera b, si specifica che è consentito l’accesso dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura, ad aree gioco all’interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto nel rispetto delle linee guida del dipartimento per le politiche della famiglia di cui all’allegato 8.

Ovviamente con tutte le precauzioni del caso, abbiamo compreso che i bambini hanno la possibilità di accedere nei parchi ed utilizzare i giochi in esso contenuti, attuando tutte le linee guida riportate nell’allegato 8 della citata Gazzetta Ufficiale.

A questo punto ci chiediamo perché, a Viterbo, non è stata presa in considerazione questa normativa per permettere ai bambini di usufruire dei vari giochi dislocati nei parchi della città?

I parchi ed i giardini pubblici rappresentano una risorsa disponibile di grande importanza per tutti, e certamente anche per i bambini e gli adolescenti, che possono godervi della possibilità di realizzare esperienze all’area aperta sia orientate alla scoperta dell’ambiente che alla realizzazione di attività di gioco col supporto di attrezzature poste ad arredo dello spazio stesso.

Quindi appurato il fatto che dal 18 maggio è stato possibile accedere in dette aree con la facoltà, per i bambini accompagnati, di effettuare giochi col supporto delle attrezzature poste ad arredo dello spazio stesso, ci chiediamo come mai, a tutt’oggi si trovano sigilli della Municipale nei parchi cittadini.

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