La pratese Antonella Fioravanti è la prima straniera a ricevere il prestigioso premio per la sua ricerca sull’antrace: “Ma non chiamatemi cervello in fuga, sono una scienziata europea Made in Italy.”

Grazie a una ricerca sull’antrace ha vinto, prima straniera a vederselo assegnare, il premio dell’Accademia reale delle scienze belga come più promettente giovane scienziato dell’anno. Per Antonella Fioravanti, toscana classe 1983, oggi ricercatrice alla Vrije Università di Bruxelles (Vub) oggi è il giorno dell’ufficializzazione del rincoscimento, assegnato dall’Accademia insieme al giornale scientifico Eos: la cerimonia è stata rimandata a causa del Coronavirus.

Fioravanti è stata scelta tra 60 candidati grazie a un lavoro di ricerca sul batterio, uscito lo scorso luglio su Nature
Microbiology, da cui potrebbe derivare, è questo lo scopo, la cura per combattere l’infezione letale.
“Essere premiata – commenta Fioravanti – è una gioia immensa e un onore incredibile. La pandemia che stiamo vivendo ha messo in luce il fatto che la scienza deve essere considerata una priorità prima che si entri in un’emergenza. Io faccio questo lavoro per cercare di trovare una soluzione per chi soffre e il fatto che abbiano notato questa ricerca mi dà tanta speranza per il futuro”.
Di origini pratesi, Fioravanti si è laureata all’Università di Firenze in biotecnologie mediche con 110 e lode con encomio, ha poi ottenuto un dottorato in Francia nel 2014 prima di iniziare le sue ricerche in Belgio.
“Ma non chiamatemi ‘cervello in fuga’ – ci tiene a precisare – sono una scienziata europea Made in Italy. Viaggiare é parte fondamentale della vita e crescita di uno scienziato”.

Le sono serviti quattro anni di lavoro per portare a termine una ricerca che ha ricevuto molta attenzione dalla comunità scientifica internazionale per le cruciali ricadute in ambito medico. Il batterio dell’antrace può sopravvivere nell’ambiente anche per decenni ed è molto resistente grazie ad una sorta di armatura composta da proteine, già individuata dagli scienziati negli anni ’50. Fioravanti è però riuscita a riprodurla in laboratorio e a mettere a punto un sistema per distruggerla. Protagonista della ricerca è il ‘nanobody’, un frammento di anticorpo preso dai lama e che somministrato ad animali affetti da antrace indebolisce il batterio permettendo una rapida guarigione. “Entro il 2020 punto a finalizzare la cura per l’antrace – aggiunge Fioravanti – poi mi dedicherò ad altre malattie causate da batteri che possiedono un’armatura proteica simile. Molte malattie hanno ancora bisogno di una cura, quindi c’è molto da fare”.

“Faccio tanti complimenti ad Antonella, ma vorrei anche dirle che la sua storia di giovane studiosa è non solo una testimonianza preziosa del valore della formazione, ma anche un bellissimo spot per far comprendere cos’è la migliore Europa, come racconta il suo curriculum con gli studi a Firenze, a Lille, a Parigi, a Bruxelles” ha commentato la vicepresidente della Toscana Monica Barni. “Questo successo – continua Barni – viene in un momento del tutto particolare, segnato dagli effetti dalla pandemia, ed assume un significato ancora più importante, mostrando quanto sia necessario per l’umanità il lavoro di ricerca della scienza.”

Fonte: https://www.intoscana.it/it/universita/articolo/fioravanti-ricercatrice-premio/ 

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