“Non abbiate paura! Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo!”.

Oggi, 18 maggio, sono trascorsi cento anni dalla nascita di Papa Wojtyla, San Giovanni Paolo II. E proprio oggi, in Italia, dopo il lungo lockdown, riaprono le chiese ai fedeli.

Papa Francesco ha pregato per papa Wojtyla chiedendo la sua intercessione per il Popolo di Dio e la pace nel mondo.

La sofferenza che ha vissuto, affidandosi totalmente al Signore, e mostrandosi ai fedeli in tutta la sua fragilità, lo ha forgiato e ha reso ancora più forte la fede cristiana alla quale era stato educato in famiglia. Così “è stato uno straordinario educatore di tanti giovani che attraverso di lui, giovane prete, venivano introdotti nel cammino di una fede concreta, testimoniata, vissuta in ogni istante della vita, anche – e soprattutto – nelle difficoltà.

San Giovanni Paolo II non era solo polacco: era italiano, africano, americano. Era cittadino del mondo, dei villaggi più poveri, delle città più ricche; ha conosciuto tutti i grandi della Terra, ma anche gli ultimi. Il nostro pianeta rende omaggio a un grande Papa.

La Polonia gli dedica tre giorni di celebrazioni, iniziate con la recita del rosario per la fine della pandemia, trasmessa su YouTube.

Karol Woityla nasce il 18 maggio a Wadowice. Fu eletto Papa il 16 ottobre 1978, a soli 61 anni. Giovanni Paolo II è stato il primo pontefice straniero dopo 455 anni, il primo Papa “globale” della storia. La sua forte personalità ha segnato profondamente il Novecento e continua a incidere nel nuovo millennio.

Un uomo, un Papa, un Santo.

Da ragazzo, Karol lavora in una cava, dopo la chiusura, a causa della Seconda guerra mondiale, dell’università in cui studiava.

Precocemente orfano di madre, vive il dramma della morte dell’amatissimo fratello e poi del padre.

Quando entra nel Seminario clandestino di Cracovia, ha perso tutti i suoi familiari più stretti, vive la sua totale donazione a Dio e alla sua Chiesa in un periodo in cui tanti dei suoi amici perdono la vita durante la guerra. Ordinato sacerdote nel 1946, a Roma consegue un dottorato in teologia. Nel 1948 torna in Polonia e, dieci anni dopo, Papa Pio XII lo nomina Vescovo Ausiliare di Cracovia. E’ Arcivescovo di Cracovia nel 1964; partecipa al Concilio Vaticano II (1962-65).

Diventa Cardinale nel 1967 e poi Papa, dopo Giovanni Paolo I.

È entrato subito nel cuore dei fedeli con il suo bonario sorriso e quell’accento straniero già appena eletto.

Alla fumata bianca e alla formula dalla loggia delle benedizioni:”Habemus papam… Cardinalem Woityla”, egli, parlando ai fedeli riuniti in piazza San Pietro disse in un incerto italiano: “Se mi sbaglio, mi corrigerete”.

È stato al soglio pontificio quasi 27 anni. Ha promulgato 14 encicliche, decine di documenti, Lettere, Esortazioni, Motu Proprio. Ha viaggiato, portando il Vangelo, come nessun altro, finché le forze glielo hanno consentito. Ha subito un attentato in piazza San Pietro, nel 1981. Erano tempi lontani e difficili; il mondo sembrava essere spaccato in due: da un lato la cortina di Ferro e dall’altro il pericolo atomico. Questo Papa, a Varsavia, nel 1979, in una piazza piena all’inverosimile, urlò al microfono che Cristo non rappresentava una minaccia ma era una risorsa. Il Cremlino temeva la sua forza e la sua determinazione.

Memorabili anche il suo discorso contro la mafia pronunciato nella Valle dei Templi di Agrigento e le Giornate della Gioventù.

Forte e dolce nello stesso tempo, San Giovanni Paolo II ha lasciato un segno profondo nella storia della Chiesa, del mondo e nel cuore di tutti noi.

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