Quella che stiamo vivendo oggi è una condizione inedita di assoluta emergenza che ha portato il governo italiano e tutte le regioni ad adottare azioni esclusivamente finalizzate ad assicurare la difesa della salute pubblica.

In questo particolare momento, sembra inappropriato e quanto mai inopportuno, parlare di migliaia di persone relegate al dolore e alla disabilità, in un silenzio che dura da 28 anni. Ma, abbassare la guardia significherebbe procrastinare ancora per molti anni la definizione di un provvedimento a favore di queste persone che spesso sono anche vittime di discriminazioni sia da parte della società che della stessa classe medica.

Allora bisogna fare qualcosa, affinché i malati di fibromialgia, possano vedere riconosciuti i loro diritti con l’inserimento nei LEA e il riconoscimento della stessa malattia come cronica ed invalidante. Questa situazione di disuguaglianza sociale incide fortemente sia dal punto di vista umano che psicologico su queste persone, che ogni giorno devono affrontare la vita con enormi difficoltà.

Sappiamo benissimo che fino ad oggi, le richieste avanzate da parte di associazioni per l’inclusione della fibromialgia tra le malattie soggette a tutela sono state numerose.

Allo stato attuale possiamo certamente affermare che il Ministero della Salute ha finalmente acquisito la documentazione scientifica necessaria. Tale documentazione condivisa all’interno della comunità scientifica è stata completata anche dall’ultimo studio condotto dalla Società Italiana di Reumatologia (SIR), che ha prodotto un registro con la più ampia casistica italiana di dati epidemiologici e clinici che potranno ampliare così la conoscenza della malattia, nella speranza di migliorarne il percorso diagnostico terapeutico e incentivare un approccio più personalizzato.

Possiamo dire che la documentazione nella sua completezza consentirà sia al C.S.S. che all’I.S.S. di poter disporre di documenti medico-scientifici validati da società scientifiche Nazionali, che permetteranno di individuare sia le prestazioni di specialistica ambulatoriale appropriate, che il monitoraggio e la prevenzione delle complicanze/aggravamenti; con particolare riferimento alle forme cliniche più gravi.

La diffusione di questi ultimi studi, ha fatto crescere tra le persone affette da fibromialgia l’aspettativa di cure e la richiesta di una doverosa garanzia assistenziale. Allora per porre fine a questa storia, che vede per protagonisti questi malati, che ancora oggi nessuno vuole vedere per la loro invisibilità, si invoca la giusta equità. E’ arrivato il momento che le Istituzioni concretizzino tutte quelle promesse, che da moltissimi anni vengono disattese regolarmente.

Francesco Piccerillo

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