È stata approvata dalla Regione Lazio la normativa per allargare al massimo la possibilità di sottoporsi al test per capire se si è venuti in contatto col Covid 19. E’ a pagamento, il costo di riferimento è di 15,23 euro per i laboratori abilitati delle strutture pubbliche.

Ma serve ricetta medica (bianca) e dovrà essere compilato un formulario molto dettagliato. Se il risultato rileva un sospetto, si fa il tampone a carico del Servizio sanitario nazionale.

La Regione Lazio ha approvato l’elenco dei laboratori di analisi, pubblici e privati, presenti nel Lazio che possono effettuare test sierologici per l’identificazione di anticorpi diretti contro il virus Sars-CoV-2. E’ quanto prevede la determina anticipata sul nostro giornale firmata oggi dalla Direzione integrazione sociosanitaria della Regione e pubblicata sul bollettino ufficiale (qui il testo completo). A Roma i laboratori privati (tra accreditati e autorizzati) che possono fare il test sono circa 60. L’elenco è da aggiornare, qualora necessario, con cadenza mensile, chiarisce il testo.

“Il test sierologico – precisa il documento – è effettuato in regime privatistico, con oneri non a carico del Sistema sanitario regionale (Ssr). E’ effettuato a carico del Ssr quando eseguito in caso di sospetto diagnostico” ed è necessaria “la richiesta del medico del dipartimento di Igiene delle Asl o dallo specialista ospedaliero per i pazienti con sospetto Covid-19 ricoverati o in pronto soccorso”.

Il laboratorio di analisi abilitato all’esecuzione dei test sierologici “deve esporre con chiarezza al pubblico l’informativa che l’indagine avviene secondo i criteri approvati a livello regionale che prevede il solo ricorso alla ricerca delle Igg anti-Sars-CoV-2; la tariffa praticata per il test per la determinazione di Igg in raffronto al valore indicato a livello regionale è pari a euro 15,23 (di cui euro 2,58 relativi al prelievo), la cui applicazione sarà obbligatoria per i laboratori abilitati delle strutture pubbliche”. Ma c’è anche chi, come l’Idi, fa pagare il test 25 euro. Inoltre, la struttura, deve far firmare all’utente un consenso informato molto dettagliato.

“Questo sistema – commenta l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato – ci permette di avere una mappatura di come il virus ha circolato, di avere tutti i dati inseriti a sistema e di sottoporre tempestivamente al tampone le persone asintomatiche risultate positive al test di sieroprevalenza. Ci siamo dotati di regole operative certe per consentire ai cittadini di accedere ad un percorso di esecuzione e registrazione del test sierologico. Nella seconda fase la parola chiave è ‘integrazione’ tra il test e i tamponi. Dovremmo testare, tracciare e trattare”.

Ecco come funziona – Chiunque si può recare con una prescrizione bianca fatta dal medico curante e con la tessera sanitaria nel laboratorio di analisi abilitato per il test sierologico e dovrà compilare il modulo del ‘consenso informato’. Alcune strutture sono già operative, altre lo saranno a partire dalla prossima settimana. L’esecuzione del test avviene a carico del cittadino e in caso di risposta positiva al test, lo stesso utente dovrà tempestivamente informare il proprio medico di medicina generale che a sua volta provvede a prescrivere, attraverso la ricetta dematerializzata, il tampone inserendo il codice di esenzione.

Il cittadino ha quindi l’obbligo di rispettare da subito le norme legate al distanziamento sociale anche all’interno della propria abitazione e l’obbligo di recarsi da solo, a partire dal giorno successivo alla prescrizione e comunque entro le 48 ore dalla stessa, dotato di ricetta dematerializzata, della tessera sanitaria e del referto del test di sieroprevalenza presso la sede di drive-in indicata per l’esecuzione del tampone. E c’è anche l’obbligo di rimanere presso la propria abitazione in attesa del risultato del test molecolare che potrà ‘scaricare’ online e delle eventuali valutazioni del SISP e del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta.

Quanto ai laboratori di analisi, questi dovranno innanzi tutto sottoporre all’utente il consenso informato, che è condizione propedeutica indispensabile per l’esecuzione del test. Quindi devono esporre con chiarezza al pubblico che l’indagine avviene secondo i criteri approvati a livello regionale e che prevede il ricorso alla ricerca delle IgG anti-Sars-CoV 2. La tariffa di riferimento a livello regionale è di 15,23 euro. Il laboratorio provvede inoltre a fornire all’utente le credenziali per il ritiro del referto online e comunica che, in caso di esito positivo, dovrà obbligatoriamente contattare il proprio medico di medicina generale. A sua volta il medico di medicina generale procede alla segnalazione,  prescrive attraverso la ricetta dematerializzata il tampone per la ricerca di Sars-CoV-2 inserendo il codice di esenzione (5G1) e invia la prescrizione via mail all’utente e al Servizio sanitario.h

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