In tempi nemmeno così tanto lontani, il Sambuco era l’amico di gioco preferito dei bimbi che costruivano, grazie ai suoi rami, fantasiosi giochetti come la cerbottana, lo scioparolo in Veneto, oppure dei piccoli flauti e fischietti.

Bastava tagliare un ramo di qualche centimetro di diametro, svuotarne il midollo morbido e praticare alcuni tagli profondi nella corteccia per trasformare un semplice ramo in un flauto magico.

Ma oltre a questi usi, il Sambuco era conosciuto già nel Neolitico per i suoi usi curativi e… magici.

In questi giorni, i suoi fiorellini bianchi allietano le nostre passeggiate e lo faranno fino al mese di luglio. Ecco un buon motivo per conoscere meglio questo arbusto che ci accompagna da molto tempo.

Come riconoscere il Sambuco

Il sambuco (Sambucus nigra) è un albero di piccole dimensioni che perde le foglie in autunno; può tuttavia raggiungere i dieci metri d’altezza. Dal tronco eretto e molto ramificato, con un apparato radicale superficiale che predilige terreni ricchi di azoto, il Sambuco ha una chioma larga, fitta, e a forma tondeggiante. Le foglie sono opposte, picciolate, a margine dentato, lunghe circa 20 cm e apice appuntito.

I fiori del sambuco sono facilmente riconoscibili: piccoli, bianchi e a forma di stella. Si raggruppano in infiorescenze a forma d’ombrello che possono raggiungere una ventina di centimetri. I fiori sono molto profumati, a tal punto che si può riconoscere la presenza dell’alberello a decine di metri di distanza. Quando giungono a maturazione, i fiori si trasformano in bacche nero-violacee che restano sugli alberi da agosto a ottobre.

Anche se le bacche sono molto amate dagli uccelli, contengono delle sostanze tossiche per noi che vengono eliminate solo previa cottura, quindi non mangiate mai le bacche crude di sambuco: contengono sambucina, una sostanza velenosa che in presenza d’acqua libera acido cianidrico.

Tuttavia, una volta cotte, le bacche possono essere usate nella preparazione di deliziose ricette.

Il Sambuco nella cucina contadina: dal giardino dei semplici alla tavola

L’uso delle parti del Sambuco nell’erboristeria era conosciuto da secoli, il suo uso vario per i malanni più comuni ne faceva una sorta di “farmacia dei poveri” per i contadini di allora. I fiori e le bacche di Sambuco erano usati nella cultura contadina come una panacea: le tisane di fiori erano usate contro le malattie dell’apparato respiratorio, per far calare la febbre, ma anche contro i malanni di stagioni e per alleviare i dolori articolari. Le bacche cotte sono lassative e depuranti, lo sciroppo di bacche era usato contro il mal di stomaco.

Per quanto riguarda il suo uso in cucina, si preparano ancora oggi, grazie alle bacche mature, delle sfiziose confetturebevande fermentate conosciute come “lo spumante dei poveri” e dei sciroppi profumati, ideali durante le calde giornate d’estate:

Ricetta dello sciroppo di fiori di sambuco fatto in casa

(Bevanda dissetante ideale per l’estate. Ricetta tratta dal blog di giallozafferano.it)

Ingredienti:

• 15-20 grappoli di fiori di sambuco
• 6 limoni biologici
• 1/2 litro di acqua
• 1,5 kg di zucchero (potete usare anche lo zucchero grezzo di canna)
• 1 cucchiaino di aceto di mele biologico

Procedimento

Mondare i fiori dai rami verdi, pulirli delicatamente sotto l’acqua fredda corrente. Poi, in un vaso a chiusura ermetica, alternare strati di fiori con fette di limone e coprire con mezzo litro d’acqua. Lasciare macerare per 48 ore in un luogo fresco. Al termine della macerazione, filtrare l’acqua con una garza, versare in un pentolino, aggiungere al liquido ottenuto lo zucchero e l’aceto di mele e far bollire per 5-10 minuti. Far freddare e conservare in frigorifero.

Basterà aggiungere lo sciroppo così ottenuto all’acqua fredda per ottenere un bevanda dissetante, gustosa e profumata.

Curiosità e leggende

Il Sambuco era un albero tenuto in grande considerazione dagli antichi già nella preistoria. In diversi scavi archeologici in Italia e Svizzera, sono stati rinvenuti semi di sambuco usati presumibilmente dai nostri antenati per preparare sia bevande fermentate che tinture per tessuti. Ma lo usavano anche a scopo magico.

Secondo alcune credenze, l’albero svolgeva il ruolo di guardiano in quando era considerato in grado di assorbire e tenere prigionieri nel suo tronco gli spiriti maligni. Era di buon auspicio avere un Sambuco vicino a casa per assicurarsi salute e buona fortuna, motivo per il quale si evitava di tagliarlo o bruciarlo, pena attirarsi la sciagura in casa: a secondo delle tradizioni, si parlava di demonio o di morte.

Nelle campagne tedesche, proprio per la sua funzione protettrice, era uso comune levarsi il capello di fronte al Sambuco in segno di rispetto.

Nella cultura germanica, questo albero era il detentore di un grande potere. In Danimarca, Hyldemoer, “la madre Sambuco”, era uno Spirito simile alle driadi che abitava l’albero e perseguitava chiunque lo avesse abbattuto; in Inghilterra si usava il legno di Sambuco nei carri funebri per proteggersi dagli spiriti dei defunti, in altri paesi per proteggere il bestiame e la famiglia dalla sventura. In Sicilia, è conosciuto ancora oggi per proteggere dai serpenti.

In definitiva, il Sambuco era forse conosciuto per la sua energia ambivalente ma quello che possiamo dire è che se l’albero fiorisce ed è in salute, è molto probabile che chi avrà la fortuna di vivere nelle sue vicinanze godrà anch’esso delle sue numerose proprietà e della sua grande generosità.

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