Una sanzione ingiusta, arrivata a colpire oltretutto chi sta già affrontando con coraggio le difficoltà che la crisi economica gli pone di fronte. E di fronte alla quale Paolo Polli, uno dei 50 lavoratori che aveva partecipato a Milano al flash mob con sedie vuoti nei pressi dell’Arco della Pace, ha deciso di ribellarsi.

Multato come tanti altri ristoratori che hanno preso parte alla pacifica protesta per far sentire al governo le proprie ragioni, l’uomo ha deciso di rimanere nella piazza della manifestazione e di iniziare lo sciopero della fame, che andrà avanti fino a quando non saranno cancellate tutte le multe fatte dalla Digos per punire l’assembramento. Quindici in tutto, ognuna da 400 euro. Una vergogna di fronte alla quale l’esecutivo giallorosso non ha ancora trovato il coraggio di fare un passo indietro e chiedere scusa.

“Siamo assolutamente contrari ad aprire in queste condizioni – ha spiegato lo stesso Polli alle pagine de Il Giorno, motivando la sua iniziativa – per aprire un ristorante medio servono 30 mila euro al mese, e noi abbiamo fatto i conti che ne possiamo guadagnare al massimo quindici, quindi ci conviene rimanere chiusi”. Da qui la formulazione di una serie di proposte al governo Conte: “Prima di tutto di non farci pagare il suolo pubblico e la tassa sulla raccolta della spazzatura perché non ne abbiamo usufruito in questi mesi di chiusura, poi dei soldi a fondo perduto per cercare di pagare l’affitto perché i proprietari degli immobili sono privati e non hanno fatto sconti, non pagare le tasse almeno per un anno e farci aprire in tutta sicurezza ma al 100% delle nostre potenzialità”.

A risolvere i problemi dei ristoratori non bastano certo le misure annunciate dal sindaco Beppe Sala, che ha promesso la libertà di chiedere spazi all’aperto antistanti al bar senza vincolo della soprintendenza, con la sicurezza come unico parametro da rispettare. “Anche nel caso che potessero riaprire all’aria aperta i posti saranno un terzo in ogni caso e quindi – osserva Polli – non ci stai dentro, se hai un locale con 40 posti con le restrizioni puoi avere al massimo 13 coperti”. Il rischio, per molti, è che la ripartenza significhi anche l’inizio di un’inevitabile crisi che porti, nel giro di pochi mesi, alla chiusura definitiva.

Il coraggio di Paolo: in sciopero della fame contro le multe ai ristoratori milanesi

Di fronte a una simile emergenza, la scelta di intervenire punendo con multe i ristoratori milanesi che protestavano per chiedere misure più incisive è stato un gesto vigliacco, insopportabile. “Abbiamo anche chiesto di verificare le immagini, per dimostrare che l’assembramento contestato dalle forze dell’ordine in realtà non c’era, eravamo a distanza di sicurezza”. Uno Stato che interviene puntualmente quando c’è da colpire i cittadini, senza dare loro, allo stesso tempo, risposte rassicuranti sul futuro. Quelle multe, caro Conte, vanno cancellate subito, senza esitazioni. E ai ristoratori che cercano semplicemente di fare il proprio mestiere andrebbe tesa la mano, non mostrato il bastone. Per il bene di tutti.

 

Fonte: https://www.ilparagone.it/attualita/il-coraggio-di-paolo-in-sciopero-della-fame-contro-le-multe-ai-ristoratori/

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