“Bacia e carezza per me tutti, volto per volto, occhi per occhi, capelli per capelli. A ciascuno una mia immensa tenerezza che passa per le tue mani. Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile. Sono le vie del Signore. Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo”. Sono le parole scritte in una delle ultime lettere di Aldo Moro alla moglie.

Ricorre oggi l’anniversario dell’assassinio di Aldo Moro.

Il suo cadavere venne ritrovato infatti il 9 maggio 1978 all’interno di una Renault, posteggiata in via Caetani e Roma.

Moro venne assassinato dal commando che l’aveva sequestrato, nella Capitale, in via Mario Fani, sterminando gli uomini della sua scorta.

Dopo 55 lunghissimi giorni di prigionia, durante i quali il leader della Dc venne sottoposto a una sorta di “processo”, dopo lunghe ed estenuanti trattative e dopo che i partiti politici non riuscirono a trovare una strategia condivisa per ottenerne la liberazione, il commando decise di giustiziare l’onorevole, sconvolgendo l’opinione pubblica e mettendo così a dura prova la tenuta delle istituzioni come mai, forse, nel Dopoguerra.

Dal 2008, in ricordo del brutale assassinio, il 9 maggio di ogni anno vengono ricordate, assieme a Moro, le numerose vittime cadute per mano del terrorismo in Italia.

Aldo Romeo Luigi Moro, noto semplicemente come Aldo Moro, era nato a Maglie, il  23 settembre 1926 e fu politico, accademico e giurista italiano.

Tra i fondatori della Democrazia Cristiana e suo rappresentante alla Costituente, ne divenne prima segretario (1959) e poi presidente (1976) e fu più volte ministro. Per cinque volte fu  Presidente del Consiglio dei ministri, guidò governi di centro-sinistra (1963-68), promuovendo nel periodo 1974-76 la cosiddetta strategia dell’attenzione verso il Partito Comunista Italiano, attraverso il cosiddetto compromesso storico.

La filosofia politica di Aldo Moro è stata studiata da Danilo Campanella che, dopo un’attenta ricerca sulla sua storia personale e sulla sua opera, in qualità di esperto di diritto, ha individuato in Moro un vero e proprio filosofo della politica. Nei suoi studi Campanella ha illustrato come la filosofia di Aldo Moro partisse dal diritto romano arricchito dal cristianesimo, indagasse il contrasto tra il concetto cristiano di persona e la sua radicalizzazione nella subiettivazione, per poi estendersi all’ambito della filosofia politica, approdando, infine, a una sorta di teologia pratica del vivere civile.

Oggi, 9 maggio, con dolore e rabbia, ricordiamo lui e tutte le vittime del terrorismo.

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