Quello che oggi chiamiamo “saluto romano” (che fu adottato da fascisti e nazisti) ha un’origine diversa da quella che si immagina… E ha a che fare con l’arte.

Che i Romani si salutassero davvero con il cosiddetto saluto romano – adottato poi dal regime fascista e quindi dal nazismo per un collegamento propagandistico con i fasti dell’Impero Romano – si tratta soltanto di un falso mito: nessuna testimonianza o reperto alludono, infatti, al gesto del braccio destro teso e alzato.

L’equivoco nacque in epoca moderna, a partire dal successo del dipinto Il giuramento degli Orazi (1784), di Jacques-Louis David, esposto al Louvre di Parigi, dove sono rappresentati tre fratelli romani, gli Orazi, che con un braccio teso prestano un giuramento col padre. Questo equivoco, poi, si diffuse ulteriormente attraverso la letteratura e il cinema.

COME STAI? Com’erano allora i saluti al tempo dei Romani? Abbastanza simili ai nostri. Sappiamo infatti che i militari si portavano la mano destra all’altezza dell’elmo e che amici e familiari ricorrevano ad abbracci e baci, mentre gli sposi, all’atto del matrimonio, si stringevano solennemente la mano destra.

Nessuna traccia dunque di saluti romani, fatta eccezione per un gesto simile a una benedizione, talvolta accennato da generali e imperatori, in occasione dei discorsi pubblici.

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