«Sulla risposta sanitaria il governo ha elaborato una strategia in cinque punti. Il primo è mantenere e far rispettare distanziamento sociale, promuovere utilizzo diffuso di dispositivi di protezione individuale fino a quando non disponibili terapia e vaccino».

Lo dice il premier Giuseppe Conte nell’informativa al Senato in vista del Consiglio europeo.

Il governo punta al «rafforzamento della strategia di mappatura dei contatti esistenti e di teleassistenza con l’utilizzo delle nuove tecnologie», spiega il premier. «L’applicazione sarà offerta su base volontaria, non obbligatoria, faremo in modo che chi non vorrà scaricarla non subirà limitazioni o pregiudizi», aggiunge. Sulla app Immuni «i capigruppo di maggioranza e minoranza saranno costantemente informati e io stesso mi riservo di riferire alle Camere».

«L’Ue e l’Eurozona non possono permettersi di ripetere gli errori commessi nella crisi finanziaria del 2008, quando non si riuscì a dare una risposta comune. È un rischio che non ci possiamo permettere di correre perché il fallimento nel produrre una risposta adeguata e coraggiosa provocherebbe un grave danno allo stesso progetto europeo», ha aggiunto Conte.

E ancora: il governo punta a «intensificare in tutto il territorio la presenza di Covid hospital per la gestione ospedaliera di pazienti, in modo da ridurre notevolmente il rischio di contagio per operatori sanitari e pazienti». «Anche per le misure di distanziamento sociale ci saranno alcune modifiche, non ci sfugge» la difficoltà dei cittadini «nel continuare a rispettare» le regole anti contagio e «l’aspirazione al ritorno alla normalità».

«Stiamo elaborando un programma di progressive riaperture che sia omogeneo su base nazionale e che ci consenta di riaprire buona parte delle attività produttive e anche commerciali tenendo sotto controllo la curva del contagio». Lo dice il premier Giuseppe Conte nell’informativa al Senato. E la soglia del contagio di riferimento «vogliamo che sia commisurata alla recettività delle strutture ospedaliere delle aeree di riferimento», aggiunge.

Quello della fase 2 è «uno dei passaggi più sensibili e complessi. Lo ripeto, un’avventatezza in questa fase può compromettere tutti i sacrifici che i cittadini con responsabilità e disciplina hanno affrontato fin qui».

«Nelle ultime settime ci sono stati altri due decreti volti a prorogare il regime restrittivo in vigore», una decisione assunta alla luce «dei dati epidemiologici della ultime settimane, in particolare sull’andamento dei contagi, che ci hanno mostrata l’efficacia delle misure adottate ma insieme l’esigenza di perseguire con immutato rigore lungo il percorso intrapreso».

Conte sul Mes
In merito al Mes, «chi esprime dubbi su questa linea di credito contribuisce a un dibattito democratico e costruttivo. Ritengo che questa discussione debba avvenire in modo pubblico, trasparente, in Parlamento, al quale spetterà l’ultima parola». Lo dice il premier Giuseppe Conte nell’informativa al Senato. «Sull’ormai strafamoso Mes si è alimentato nelle ultime settimane un dibattito che rischia di dividere l’Italia in opposte tifoserie» ma l’intento è procedere con la «massima cautela».

«Ci sono Paesi in Ue che hanno dimostrato interesse» al Mes senza condizioni. «La Spagna ha dimostrato di essere interessata purché non abbia le condizionalità» previste prima dell’emergenza. «Rifiutare questa nuova linea di credito significherebbe fare un torto a questi Paesi che ci affiancano nella battaglia» in Ue.

«Per capire se il Pandemic Crisi Supporto (la nuova linea di credito che fa riferimento al Mes, ndr) sarà effettivamente» senza condizionalità «bisogna attendere l’elaborazione dei documenti predisposti per erogare questa linea di credito. Solo allora potremo discutere se il relativo regolamento può essere o meno opportuno agli interessi nazionali».

«L’Ue e l’Eurozona non possono permettersi di ripetere gli errori commessi nella crisi finanziaria del 2008, quando non si riuscì a dare una risposta comune. È un rischio che non ci possiamo permettere di correre perché il fallimento nel produrre una risposta adeguata e coraggiosa provocherebbe un grave danno allo stesso progetto europeo». Lo dice il premier Giuseppe Conte nell’informativa al Senato in vista del Consiglio europeo.

«Dobbiamo potenziare ulteriormente la nostra risposta di politica economica. Per tale ragione, in aggiunta ai 25 mld di euro già stanziati con il ‘Cura Italià, il governo invierà in brevissimo al Parlamento un’ulteriore relazione contenente la richiesta di scostamento dagli obiettivi di bilancio pari alla cifra ben superiore a quella stanziata a marzo. Una cifra davvero consistente, non inferiore a 50 miliardi di euro che si aggiungeranno ai 25 mld già stanziati per un intervento complessivo non inferiore ai 75 miliardi di euro».

In merito al recovery Fund «appoggiamo la proposta francese avendo chiesto di integrarla in modo da rispondere più puntualmente ai requisiti che riteniamo imprescindibili. Da ultimo è stata presentata una proposta spagnola che pure, ma con qualche suggerimento di variazione, potremmo appoggiare per la sua conformità alle nostre finalità».

«La risposta comune dell’Europa deve essere ben più consistente» di quanto finora prospettato: «siamo convinti delle nostre motivazioni. All’inizio eravamo soli, ora sono con noi altri otto Paesi». Lo dice il premier Giuseppe Conte nell’informativa al Senato in vista del Consiglio europeo. «È fondamentale un European Recovery Fund. Il rapporto dell’Eurogruppo ne richiama la necessità il più velocemente possibile: deve essere capace di strutturarsi con debito comune sui mercati finanziari». E conlude: Nella trattativa con l’Ue «non accetterò un compromesso al ribasso. Non siamo di fronte a un negoziato a somma zero. Qui o vinceremo tutti o perderemo tutti».

 

Fonte: https://www.ilmessaggero.it/politica/coronavirus_conte_mascherine_distanza_terapia_vaccino_app_immuni-5183948.html

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