Ieri sera Report ha fatto delle inquietanti rivelazioni. Una panoramica tutto sommato completa su molte delle vicende legate ai sovranisti nostrani, Salvini e Meloni.


In particolare, ha colpito – e inquietato – molto il legame emerso tra Matteo Salvini ed un soggetto ultra-cattolico, anti-divorzista e anti-bergogliano come la Fondazione Sciacca, che ha alla presidenza il cardinale Raymond Burke, considerato ad oggi uno dei cardinali più conservatori, e guidata da don Bruno Lima.
Una fondazione, quella Sciacca, che annovera al suo interno addirittura un ex capo dei servizi segreti e noti banchieri. E che nel 2018 reclutò appunto Salvini come – addirittura – presidente del “Comitato scientifico”. Evidentemente chiudendo anche un occhio sul suo esser divorziato.

In sé, far parte di una fondazione non è certo un reato. Ma dato che Salvini all’epoca era ministro dell’Interno e vicepremier, e dato che, come detto, la fondazione in questione non è l’associazione di boyscout di quartiere, forse un po’ di chiarezza occorrerebbe farla. Almeno per trasparenza e onestà intellettuale, potremmo dire. Dato che poi lo stesso individuo ha il vezzo di presentarsi all’elettorato mascherato da “italiano medio”, da uomo delle dirette Facebook sui balconi e buon padre di famiglia (quanti italiani medi siedono accanto a ex capi dei servizi segreti in fondazioni come quella Sciacca?).

E, come se non bastasse questo per chiedere a Salvini di darci delucidazioni nelle opportune sedi, Report ieri sera aggiunge anche un’altra vicenda ancora più seria: il coinvolgimento di Salvini in “The Movement”, un’organizzazione internazionale che promuove il nazionalismo nel mondo. E che avrebbe coadiuvato diverse vicende legata alla Lega poco prima della nascita del governo dove Salvini si è poi ritrovato ai vertici con non una, ma ben due cariche istituzionali di massimo rilievo (appunto Vicepremier e Ministro dell’Interno). Una serie di vicende tra le quali tornano quelle di Arata e Siri, che ricordiamo bene. E che nel complesso sembrano delineare un quadro di pesante ingerenza esterna nella nostra politica interna.

Ma dato che noi desideriamo lasciare il beneficio del dubbio, e crediamo che tutto questo possa risolversi con una dettagliata spiegazione, chiediamo quanto già preannunciato: che sia Salvini a spiegarci. A dettagliarci, ecco. A far luce su questa serie di vicende che, ci consentiranno, possiamo quantomeno considerare inquietanti e allarmanti. E che necessitano di essere chiarite non per vicende politiche, di “fazione”, di dialettica destra-sinistra. Ma per qualcosa di un po’ più importante: per la salvaguardia dei principi democratici.

Aspettiamo dunque che Matteo Salvini ci dica la sua.
E che lo faccia non “da papà” con una diretta Facebook, senza contraddittorio e senza domande.
Ma da ciò per cui è stato eletto: da senatore della Repubblica. Nel luogo dove è previsto che lei stia: nel Senato della Repubblica.

Attendiamo fiduciosi.

di Leonardo Cocchi

Fonte: http://lacamiciarossa.blogautore.espresso.repubblica.it/2020/04/21/adesso-salvini-ci-spieghi-quanto-emerso-ieri-ma-non-lo-faccia-da-papa-lo-faccia-da-senatore-della-repubblica/

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