zingaretti

Si moltiplicano i casi di malasanità e gli scandali nella Regione di Zingaretti, ma di questo quasi nessuno parla.

Ha un bel dire, Nicola Zingaretti, un bell’invocare “regole nazionali” sul coronavirus, accusando quindi la Lombardia di “fughe in avanti” sulla fase 2. Perché invece il doppio standard è una realtà e proprio lui ne può essere il testimone privilegiato.

Non tanto, forse, da segretario del Pd quanto invece da governatore del Lazio, ovvero di una Regione dove, tra Rsa e case di cura, sta sostanzialmente avvenendo di tutto.

Dopo i casi di Cassino, Civitavecchia, Nerola, Celleno, Grottaferrata… e chi più ne ha più ne metta e di cui abbiamo iniziato a parlare pochi giorni fa, ora è diventato particolarmente scabroso quanto scoperto a Rocca di Papa, incantevole gioiello incastonato sulle alture dei Castelli Romani.

Qui non si tratta del “solito” caso della clinica nella quale il virus è entrato dilagando indisturbato, fino a contagiare la ragguardevole cifra di circa 140 pazienti. Clamoroso è, anche, lo scandalo che si è lasciato alle spalle.

A detta dello stesso assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, si è dovuto procedere alla diffida del legale rappresentante della Casa di cura perché «il direttore sanitario che sta gestendo dal 1° marzo tutta questa fase risulta sprovvisto di titolo di specializzazione».

Agghiacciante la notizia in sé, ma anche – a ben guardare – la tempistica. Altro che le inchieste della magistratura in Lombardia. Se non fosse scoppiata questa epidemia, nessuno si sarebbe accorto che il direttore sanitario “non aveva titoli”? E chi lo ha nominato?

Però non è finita. La preoccupazione sta salendo di nuovo anche a Civitavecchia, dove sia una Rsa, la Madonna del Rosario, sia un reparto dell’ospedale sono divenuti reparti Covid. Inoltre il coronavirus ha contagiato numerosi malati dello hospice oncologico, particolarmente gravi, ed alberga su due navi da crociera ormeggiate in porto in attesa di istruzioni dal governo che non arrivano mai.

Soprattutto, si è scoperto – soltanto da poche ore – che in un’altra Rsa, la “Bellosguardo”, la quasi totalità dei pazienti (due su tre di media) e degli operatori sanitari (una decina, per ora) è risultata positiva.

Come ciò possa essere accaduto senza che nessuno abbia mosso un dito, non è ritenuto degno di risalto nazionale, né di richieste sparse di commissariamenti, né di inchieste della magistratura. Chissà perché…

Meno male che il vero giudice, ovvero il popolo, sa esattamente da dove partono le colpe. L’altro giorno, infatti, il presidente Zingaretti è stato criticato duramente per la visita all’ospedale Belcolle di Viterbo, ieri per quella a Tor Vergata. Sui social e sui giornali locali gli si chiede conto dei contratti del San Camillo o dei sanitari di Latina che perderanno il posto di lavoro dopo essere stati in trincea.

Speriamo che, anche qui, la verità venga fuori.

 

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