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Il pedagogista Daniele Novara spiega perché una permanenza prolungata a casa dei bambini avrà forti ripercussioni non solo sul piano dell’apprendimento ma anche delle relazioni e della crescita. E lancia un appello affinché il Governo si avvalga della consulenza degli esperti

Anche Daniele Novara, noto pedagogista e fondatore del CPP, Centro psico pedagogico per la risoluzione e gestione dei conflitti, ha lanciato un appello al primo ministro avvocato Giuseppe Conte e alla ministra della pubblica istruzione, professoressa Lucia Azzolina, per la creazione di una task force sulla riapertura delle scuole.  Quando si parla di scuola si intende 8 milioni di alunni, poco meno di un milione di inseganti e 11 milioni di genitori. “Cifre enormi che riguardano il nostro futuro”, si legge nell’appello “perché le generazioni che oggi sono a scuola sono quelle che dovranno gestire il Paese: fare le mosse giuste vuol dire garantirci un futuro”. «per i bambini una permanenza prolungata in casa», ci spiega al telefono Daniele Novara, «provoca dei danni molto seri della crescita e dello sviluppo. Se un adulto può anche essere messo in stand By, il bambino ha dei processi di crescita e apprendimento che non possono essere congelati o rimandati. Anche se ci sembrano tranquilli perché magari messi davanti a un monitor per ore i bambini possono subire dei danni che meritano la stessa attenzione del piano più propriamente sanitario.  Per non parlare poi dei soggetti più disagiati come i disabili o gli autistici. Tenere i bambini in casa per tutta l’estate sarebbe un atto di crudeltà, sembra quasi che ci sia più attenzione ai cani che all’infanzia».
La fascia d’età che risente di più dell’isolamento forzato è quella della materna (frequentata dal 98 % dei bambini), cioè dai 3 ai 6 anni.  
«In questa fase a scuola si crea l’attaccamento sociale. Innanzitutto, la sedentarietà rende impossibile lo sviluppo motorio completo che poi in seguito si ripercuoterà  sull’acquisizione della lettura e della scrittura. Lo dicevano già la Montessori e Piaget e lo hanno confermato le neuroscienze. Altro aspetto fondamentale è che il bambino impara dai compagni. L’interazione sociale crea delle autoregolamentazioni avviando i processi di collaborazione. In gruppo si passa dalla frustrazione alla possibilità di cooperare con gli altri. Infine, senza scuola ci sarà una regressione delle autonomie. Ricevo lettere dei genitori a tal proposito: bambini che tornano nel lettone, che non si lavano da soli a 8 anni… Anche per i gradi successivi di scuola ci sono dei problemi non indifferenti.  La didattica a distanza può essere abbastanza sostenibile dagli adolescenti non certo dai bambini. E anche gli adolescenti risentono pesantemente della mancanza di relazioni sociali, di movimento. La scuola è una comunità educante di tipo sociale e non digitale», conclude Novara. Occorre creare delle alleanze tra genitori, figure educanti, docenti sanitari, istituzioni politiche e genitori e trovare il modo per rapire le scuole in sicurezza. L’alternativa avrà delle conseguenze catastrofiche»

Il CPP continua anche in questo periodo a proporre la scuola genitori attraverso videoconferenze I genitori, ora come non mai, sentono l’esigenza di avere un confronto e acquisire strumenti educativi, tanto che nel corso dell’ultima videoconferenza ci sono stati 5.000 accessi e la piattaforma è andata in tilt.

Fonte: https://www.famigliacristiana.it/articolo/l-appello-a-conte-e-azzolina-di-daniele-novara-riapriamo-le-scuole-o-sara-una-catastrofe-per-bambini-e-adolescenti.aspx

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