motis

Oggi Vi Presentiamo Andrea Motis,  nata a Barcellona il 9 maggio del 1995, seppur giovanissima già con una lunga carriera all’attivo, al suo esordio era appena  quindicenne.
La Motis ha iniziato lo studio della tromba all’età di sette anni alla Scuola Municipale di Musica di Sant Andreu. Nel 2007 entra nella Sant Andreu Jazz Band, guidata dal docente e bassista Joan Chamorro, che da allora è rimasto suo mentore e maestro. Nel corso della sua adolescenza, la Motis è stata coinvolta da Chamorro nell’incisione di sei dischi, avendo la possibilità di suonare al fianco di Wycliffe Gordon, Jesse Davis, Bobby Gordon e Dick Oatts.

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La Musicista Della Settimana: Andrea Motis

Se il mondo del jazz non fosse così dannatamente lento nel riconoscere il talento, nel 2017 sarebbe bastata l’uscita di “Emotional Dance”, il suo primo disco da leader per la Impulse!, a proiettare Andrea Motis nella stratosfera. Il grande Quincy Jones aveva visto giusto quando l’aveva invitata, non ancora diciassettenne, sul palco del Barcelona Festival.

Oggi i suoi estimatori sono ben più numerosi degli happy few di un tempo e il disco nuovo di zecca “Do Outro Lado Do Azul” è qui a dimostrare che Andrea Motis è una stella luminosa del jazz contemporaneo e che ascoltarla è come aprire una finestra sulla primavera. La loro collaborazione dà luogo a cinque dischi in pochi anni, tra cui “Feeling good” (2012) e il più che perfetto “Emotional dance”. Sempre attorniata dai suo fedelissimi musicisti – Ignasi Terraza al piano, Josep Traver alla chitarra e Esteve Pi alla batteria – e da qualche ospite americano del calibro di Warren Wolf, Gil Goldstein, Scott Robinson e Joel Frahm, Andrea interpreta gli standard con una sorprendente maturità di linguaggio e rivela, nei pezzi originali, la sua luminosa ascendenza mediterranea.

Joan Chamorro Presenta Carla Motis by Joan Chamorro on TIDAL

Ed è proprio questo il tropismo intrapreso e coltivato nel nuovissimo “Do outro lado do azul”, il suo progetto musicale più ambizioso fin qui. Continuando a percorrere i sentieri meno battuti dalla tradizione jazz, la giovane musicista qui rinnova non solo l’orchestrazione – basata principalmente sulla chitarra di Mathieu “Tetéu” Gullermant e aperta ad altri strumenti come il clarinetto di Gabriel Amargant e il violino di Christopher Mallinger – ma anche i materiali sonori, con i ritmi e i profumi del Brasile, la cui musica apporta omogeneità e consistenza all’intero album.

 

Con gusto raffinato, Motis elude le scelte scontate e disegna un suo personale itinerario nel ricchissimo repertorio di giganti quali Ismael Silva (Antonico), Roque Ferreira (Filho De Oxum) e Paulinho Da Viola (Dança Dea Sildao), nelle canzoni confidenziali di Moacyr Luz e Luiz Tatit e nei pezzi contemporanei di Rodrigo Maranhao e Roberta Sa, in profonda affinità con il linguaggio e la cultura del grande paese. In più ci mette due composizioni originali. Tutto questa fa di “Do Outro Lado Do Azul” l’espressione di un’avvenuta emancipazione creativa e una sorta di manifesto estetico.

 

Sebbene Joan Chamorro e compagni costituiscano sempre il cuore pulsante del gruppo e diano una certa continuità con il jazz dei lavori precedenti, con questo disco Andrea Motis trova l’autorevolezza della grande artista e bandleader qual è diventata. Anche il suo canto si è fatto più profondo e partecipato, pur conservando freschezza, spontaneità, fraseggio, precisione ritmica. E quando passa alla tromba, il suo innato senso melodico, il suo stile disinvolto e naturale, continuano a destare sensazione. “Do Outro Do Azul” è in definitiva l’album di svolta di un giovane prodigio sulla via della grandezza artistica.

Dopo lo strepitoso esordio di Emotional Dance e al di là della squisitezza formale che ne contrassegna lo stile e l’espressione, Andrea Motis fa dell’impatto emozionale della sua voce educatissima e del suo elegante fraseggio alla tromba, un’arma persino più affilata della sua impeccabile tecnica vocale e strumentale. Tant’è che, calcando una volta di più l’enfasi sulla naturale osmosi tra musica carioca e jazz, in “Do Outro Lado Do Azul” la giovane artista catalana si impone con autorità tra le più sensibili interpreti e raffinate compositrici contemporanee di quel meraviglioso ibrido che si chiama jazz-samba – Elio Bussolino, Rockerilla

Mr.Wilson

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