Oggi più che mai le persone sono riconoscenti ad una categoria, che fino a ieri è stata sempre all’ombra e sfruttata da un sistema politico, che in modo sconsiderato, gli ha tagliato fondi riducendola al minimo.

Questa categoria è la SANITA’.

Categoria che più di tutti sta contribuendo alla battaglia contro l’epidemia.

In questo periodo di emergenza ci si sta rendendo conto, di quale danno sia stato fatto portando il sistema sanitario al collasso con tagli e riduzione di personale, tale politica scellerata ha pesato sulle vite di tante persone.

Le aziende ospedaliere e sanitarie della Regione Lazio si possono suddividere al 50% tra pubblico e privato, in entrambi i casi vi è una ricerca di operatori sanitari e di assistenza per far fronte ai bisogni di una comunità duramente colpita dalla pandemia.

In questo contesto si stanno verificando paradossi tipici di una politica senza scrupoli, che, pur di fare soldi, si affida a società interinali, come la Manpower, con contratti sottopagati e precari quando vi sono operatori, risultati idonei ad un concorso pubblico indetto dalla Regione Lazio,  che oggi, a fronte dell’emergenza scaturita dalla pandemia di Covid 19, vedono messe a rischio le posizioni faticosamente guadagnate nella relativa graduatoria e vanificate le legittime aspettative di una assunzione che di tale graduatoria deve tener conto.

In questo contesto si sta creando una guerra tra “poveri”, da una parte troviamo personale infermieristico che rivendica la stabilizzazione, a distanza di quasi tre anni dall’assunzione a tempo determinato, tramite un avviso pubblico introdotto dall’Asl solo per “titoli”, mentre dall’altra ci sono infermieri che invocano a gran voce la chiamata per l’assunzione a tempo indeterminato, dopo che hanno superato un regolare concorso bandito dalla Regione Lazio.

A coronare il controsenso, vi sono anche diverse grandi imprese private della sanità romana, che stanno annunciando il ricorso agli ammortizzatori sociali.

Così i contribuenti dovranno pagare due volte e le aziende sanitarie incasseranno due volte, una con i contributi regionali e la seconda con il Fis a carico dell’Inps”.

Vinicio Amici ha più volte messo in evidenza questa discriminazione, evidenziando che esiste una Sanità di serie A ed una Sanità di serie B, contestando un diritto per tutti i lavoratori delle aziende private convenzionate con ARES 118 che può essere equiparato con i vari Ospedali privati convenzionati con le strutture pubbliche.

Cosa aspetta l’Assessore D’Amato a dare pari dignità a tutti questi lavoratori che stanno combattendo in prima linea contro il COVID-19?

Come detto si ha la certezza che, il giorno 16 aprile, l’ARES 118 ha organizzato un corso per 30 persone tramite la Manpower.

Questi partecipanti non dovevano avere dei requisiti minimi?

Ci auguriamo che l’assessore D’Amato, in qualità di titolare della Sanità Lazio ci dia una risposta convincente, sperando di non trovarci di fronte ad altre assunzioni per contrastare il fabbisogno creato da una gestione fallimentare della stessa.

Nonostante esista un concorso in atto, bloccato per colpa di questa emergenza Covid-19, che potrebbe essere espletato ugualmente, rispettando le nuove regole, come da normative vigenti, ci rendiamo conto che, per fare assunzioni tramite la Manpower, si possono fare corsi, mentre per espletare le prove vi è un certo rigetto.

Notiamo con amarezza che si continua ad usare strumenti e procedure diverse,  AMICI ricorda che, come sindacato, saremo molto attenti, monitorando queste procedure, affinché non si continui a sperperare denaro pubblico danneggiando cittadini e diritti dei lavoratori.

Vinicio Amici

Segr. Prov.le Conf.A.I.L. Sanità

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