Considerato che a tutt’oggi risultano iscritte, nell’apposito elenco della Consulta Comunale del Volontariato, istituito presso l’ufficio del Volontariato, 50 associazioni impegnate in vari settori di attività e di servizi utili alla collettività cittadina, l’Esecutivo della Consulta, nelle persone di Insogna Sergio, Delle Monache Lina, Merit Valter Rinaldo, Alfonsini Alessandro,  Brunetti Alessia, Fanti  Maria, Nod  Marta,  Mechelli  Luigi Ottavio,  Raimondi Raimondo, Sbocchia Marco, Viglianti Cinzia, ha inteso proporre alle associazioni iscritte I’attivazione di appositi tavoli tematici per affrontare in maniera organica e funzionale le problematiche di ogni settore ed ha elaborato un apposito regolamento.

A seguito dell’approvazione, con voto unanime,   del Regolamento istitutivo del tavoli Tematici della Consulta nell’Assemblea  delle Associazioni del 05/02/2020, ed in base alle richieste delle associazioni aggregate alla Consulta medesima pervenute entro II 29/02/2020, sono stati nominati i coordinatori di 6 Tavoli Tematici  oggetto di richiesta partecipativa delle associazioni, scelti tra i rappresentanti in Esecutivo delle Associazioni medesime e si sono istituiti ufficialmente i Tavoli Tematici.

Di seguito la composizione dei Tavoli Tematici.

Tavolo A – Disabilita ( ad es. fisica,psichica, sensoriale) Coordinatore : Brunetti Alessia

Associazioni che hanno aderito: AIPD,  LIBELLULA LIBERA, ASD  SORRISI  CHE  NUOTANO, ASS.ETA BETA,ASS.ITAIJANA  SCLEROSI  MULTIPLA,  ASS.ITALIANA  SINDROME  X  FRAGILE,  ASS.  ITALIANA PARKINSON VITERBO, FONDAZIONE OLTRE NOI, PERCHE’ 10 SEGNO, SEMI DI PACE ONLUS, ANGSA LAZIO.

Tavolo B – Fragilità Sociali ( ad es. ariziani,poverta,casatiavoro ) Coordinatore : Raimondl Raimondo

Associazioni che hanno aderito: AUSER , CARITAS EMMAUS, VITERBO CON AMORE, CASA DEI DIRITTI DELLA TUSCIA.

Tavolo C – Minori ( ad es. adozioni,asili,affidamento) Coordinatore : Alfonsini Alessandro

Associazioni che hanno aderito : ASSOCIAZIONE INTERCULTURALE SANS FRONTIERE

Tavolo D – Diritti ed Advocacy ( ad es. violenza e discriminazione di genere, immigrazione, detenuti ) Coordinatore: Nori Marta

Associazioni che  hanno aderito: AUSER, ASSOCIAZIONE  INTERCULTURALE SANS  FRONTIERE, ASS. PROMOZIONE SOCIALE KYANOS, CARITAS EMMAUS, VITERBO CON AMORE, COMITATO UNICEF.

Tavolo E – Ambiente, Protezione Civile, Anima Coordinatore: Viglianti Cinzia

Associazioni che hanno aderito: AEOPC FAUL VITERBO, LIPU DELEGAZIONE PROVINCIALE

Tavolo F —Salute e prevenzione Coordinatore : Mechelli Luigi Ottavio

Associazioni che hanno aderito: CEIS SAN CRISPING, LIBELLULA LIBERA APS,ASSOCIAZIONE SCLEROSI MULTIPLA,ASS. PARKINSON VITERBO APS, AVIS COMUNALE, AVIS PROVINCIALE, SEMI DI PACE ONLUS, ASS. MALATI DI RENI APS, ADMO LAZIO.

La sede istituzionale prevista è la Sala Gatti, ma alla luce del particolare momento derivante dal distanziamento sociale causa Covid-19  i coordinatori attiveranno modalità di contatti e di confronto adeguate a poter lavorare anche in questo momento di emergenza, situazione in cui alcune criticità sociali ed economiche debbono essere oggetto di maggiore attenzione e tutela.

L’Esecutivo della Consulta ha raggiunto un altro risultato concreto a funzionale agli obiettivi istituzionali di partecipazione democratica ed attiva della associazioni, i Tavoli Tematici intendono essere di ausilio e di proposta all’attività in ambito sociale, assistenziale e sanitario dell’amministrazione comunale.

 

ISTITUZIONE DEI TAVOLI TEMATICI

DELLA CONSULTA DEL VOLONTARIATO DI VITERBO

 

PREMESSE

 

Negli ultimi anni si è sempre più affermato quello che viene definito “Terzo Settore” che racchiude il mondo associativo e della cooperazione e si è consolidato il ruolo di snodo fra la cittadinanza organizzata e le istituzioni soprattutto a livello locale.

La legge 106/16 esplicita il compito di valorizzazione del ruolo del terzo settore che spetta agli enti pubblici, anche alla luce della ventennale esperienza maturata a seguito della approvazione della legge 328/2000, che dedica al rapporto tra sistema di servizi ed enti del terzo settore la massima attenzione e del DPCM 30 marzo 2001 che introduce, tra l’altro, sia le modalità di affidamento della gestione dei servizi che quelle per le istruttorie pubbliche per la co-progettazione con i soggetti del terzo settore.

Per quanto riguarda la programmazione e la co-progettazione la Regione Lazio ha stilato delle linee guida che rappresentano un nuovo percorso di relazione tra i sistemi pubblici e le organizzazioni del terzo settore sulla base di responsabilità e ruoli definiti.

Le linee guida tendono a favorire la partecipazione, la condivisione e la progettazione con la funzione di allargare la governance delle politiche sociali local a tutti i soggetti privati e del terzo settore individuati sui territori in termini di partnership.

Si tratta quindi di una modalità con cui si vuole migliorare l’efficienza e l’efficacia delle azioni del welfare comunitario, promuovere processi partecipativi di co-progettazione territoriale, individuare e sostenere progetti di innovazione di welfare territoriale e inclusione attraverso azioni di promozione dei diritti e dello sviluppo locale.

Da un punto di vista del metodo la co-progettazione costruisce politiche pubbliche coinvolgendo risorse e punti di vista diversi, provenienti dal soggetto pubblico e dal terzo settore e dunque rappresenta una forma di collaborazione tra Pubblica Amministrazione e soggetti del terzo settore per  la  realizzazione  di  attività  ed  interventi  in  base  al  principio  della  sussidiarietà, trasparenza, partecipazione,  corresponsabilità e sostegno  dell’impegno  privato nella funzione sociale.

Per tutte queste premesse la collocazione dei soggetti del terzo settore all’interno del Piano di Zona assume caratteristiche strategiche rispetto al modello di sussidiarietà e quindi coloro che vorranno prendere parte al progetto dovranno individuare modalità d’azione comuni e definire la struttura di governance e le modalità d’integrazione.

Il modello di una Consulta articolata su più tavoli tematici ha come obiettivo principale lo scambio di esperienze e la ricerca di soluzioni condivise fra i soggetti partecipanti, per favorirne le attività a partecipare all’attività di co-progettazione.

Il lavoro comune dei tavoli tematici della Consulta sarà quindi anche utile ad un primo confronto sulle tematiche da affrontare e sulle proposte da sottoporre in ultima analisi per ii Piano di Zona nelle sedi istituzionali.

Fatte queste premesse viene approvato il seguente Regolamento per il funzionamento dei Tavoli Tematici della Consulta Comunale del Volontariato di Viterbo.

 

Regolamento per ii funzionamento dei Tavoli Tematici

della Consulta Comunale del Volontariato di Viterbo

 

Art. 1: Istituzione del Tavoli Tematici

Per iniziativa dell’Esecutivo e delibera dell’Assemblea della Consulta Comunale del Volontariato di Viterbo, In Consulta Comunale del Volontariato di Viterbo (di seguito “Consulta”) si dota di Tavoli Tematici, quale strumenti di partecipazione attiva alla Consulta stessa da parte delle Associazioni che aderiscono formalmente alla Consulta (nel seguito: Associazioni).

Art. 2: Finalità

I Tavoli Tematici sono i luoghi e gli strumenti operativi con i quali la Consulta intende promuovere il coinvolgimento e la partecipazione delle Associazioni alla Governance del Comune di Viterbo.

I Tavoli Tematici della Consulta non sono sostitutivi o alternativi ai tavoli tematici previsti per la redazione del Piano di Zona, ma vanno intesi come strumenti per favorire la costruzione di processi di condivisione, di co-programmazione e co-progettazione.

Art. 3: Obiettivi

Obiettivi dci Tavoli Tematici sono:

  • La promozione e la realizzazione di azioni di co-programmazione e di co-progettazione con il Comune e le amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1 comma 2 del D.lgs 165/2001.
  • La promozione e la partecipazione ai processi di monitoraggio e valutazione dei servizi comunali connessi alle attività di interesse dei Tavoli Tematici;
  • La promozione e la costituzione di momenti di consultazione, di condivisione di scelte e di responsabilità tra gli Enti del Terzo Settore al fine di promuovere azioni di rete
  • Ogni altra attività ritenuta opportuna o necessaria per la realizzazione della finalità di cui all’art.2

Art. 4: Composizione

Ogni ‘Tavolo Tematico è costituito da:

  • Un solo rappresentante per ognuna delle Associazioni aderenti al Tavolo (vedi Art. 7), nominato dall’associazione secondo il modello in allegato.
  • Un coordinatore scelto dall’Esecutivo della Consulta tra i componenti eletti dall’Esecutivo stesso.

I componenti del Tavolo sono garanti e responsabili dello scambio informativo con le Associazioni da loro rappresentate.

Art. 5: Definizione del Temi

I temi su cui formare i Tavoli Tematici sono:

  1. Disabilità (ad es.: fisica, psichica, sensoriale)
  2. Fragilità Sociali (ad es.: anziani, povertà, casa, lavoro)
  3. Minori (ad es.: adozioni, asili, affidamento)
  4. Diritti ed advocacy (ad es.: violenza e discriminazione di genere, immigrazione, detenuti)
  5. Ambiente, Protezione Civile, Animali,
  6. Salute e prevenzione (ad es.: donazioni, malattie croniche, trasporto sanitario, diritti del malato, dipendenze)
  7. Cultura, sport, turismo c territorio

Con decisione dell’Esecutivo della Consulta possono essere istituiti ulteriori Tavoli Tematici o modificati o soppressi quelli indicati, sulla base delle esigenze della Consulta e valutando l’operatività dei singoli tavoli istituiti.

Art. 6: Funzionamento dei Tavoli Tematici

  • Ogni Tavolo si riunisce almeno tre volte t’anno.
  • Nei Tavoli Tematici vigono i principi di democrazia e le decisioni sono prese a maggioranza semplice.
  • Il coordinamento del Tavolo è affidato al coordinatore (vedi art. 4),  In caso di suo impedimento, si individuerà tra i membri presenti un sostituto per l’esercizio delle funzioni.
  • II coordinatore:
    • Convoca la riunione via e-mail o altri strumenti informatici almeno una settimana prima
    • Cura, in collaborazione con il verbalizzante, la redazione del verbale della riunione.
    • Trasmette il verbale con eventuali allegati e registrazioni a tutti i rappresentanti delle Associazioni e al Presidente della Consulta, anche per il tramite dello Sportello per il volontariato del Comune di Viterbo
  • Lo Sportello per il volontariato del Comune di Viterbo conserva i verbali con gli eventuali allegati e le registrazioni
  • Ogni Associazione può farsi rappresentare da un solo socio, nominato come da art. 4. In case di suo impedimento a partecipare è ammessa la delega ad altro associato.
  • È prevista la possibilità di invitare alle riunioni esperti e consulenti senza oneri per il Tavolo.
  • In caso di mancata e immotivata presenza alle riunioni del Tavolo per due volte consecutive, l’Associazione dovrà inviare nuovamente formale richiesta di partecipazione al Tavolo (vedi, art. 7) pena I’esclusione.

Art. 7: Modalità di partecipazione ai Tavoli Tematici

Le Associazioni che intendono partecipare ad un determinate Tavolo Tematico devono:

  • Avere aderito alla Consulta Comunale del Volontariato
  • Inviare formale richiesta di partecipazione indirizzata al Presidente della Consulta

L’accettazione della richiesta di partecipazione al Tavolo è decisa dall’Esecutivo della Consulta previa verifica della coerenza dei fini istituzionali dell’Associazione richiedente all’ambito tematico del Tavolo.

Art. 8: Modifiche

Per le modifiche al presente regolamento occorre il voto favorevole della Assemblea Comunale del Volontariato di Viterbo, che si esprime a maggioranza semplice, ad eccezione di quanto previsto dall’art. 5, comma 2

Art. 9: Efficacia

II presente Regolamento è esecutivo successivamente all’approvazione da parte dell’Assemblea Comunale del Volontariato di Viterbo.

 

Questo importante passo deve essere il trampolino di lancio per una unità di intenti nel settore del volontariato, è sicuramente un fatto importante soprattutto in questo periodo dove abbiamo visto che il Volontariato è stato di fondamentale sostegno.

Istituzione Tavoli Tematici della Consulta

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