La Commissione Nazionale per la Salute Cinese ha pubblicato un elenco di trattamenti consigliati che include iniezioni a base di bile di orso in polvere.

Meno di un mese dopo aver introdotto misure mirate a vietare in modo permanente il commercio e il consumo di animali selvatici come cibo, il governo cinese ha consigliato l’uso di Tan Re Qing, una sostanza da iniezione che contiene bile di orso, per curare i casi più gravi e critici di COVID-19. Questo è il primo di una serie di trattamenti consigliati per il coronavirus — sia nella medicina tradizionale che in quella occidentale — sull’elenco pubblicato il 4 marzo dalla Commissione Nazionale per la Salute Cinese, l’ente governativo responsabile delle politiche sanitarie del Paese.

Questo evidenzia quello che i difensori della fauna selvatica sostengono essere l’approccio contraddittorio nei confronti delle pratiche che riguardano gli animali selvatici: chiudere il commercio di animali vivi per l’alimentazione da un lato e promuovere il commercio “di parti” degli animali dall’altro. Secreta dal fegato e raccolta nella cistifellea, la bile di varie specie di orsi, incluso l’orso dal collare e l’orso bruno, viene usata nella medicina tradizionale cinese almeno dall’VIII secolo.

Contiene alti livelli di acido ursodesossicolico, anche noto come ursodiolo, di cui è stata clinicamente provata l’efficacia come coadiuvante per sciogliere i calcoli biliari e trattare le malattie del fegato. L’acido ursodesossicolico è stato disponibile come farmaco sintetico in tutto il mondo per decenni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che non ci sono cure per il COVID-19, nonostante alcuni farmaci, come ad esempio gli antidolorifici e lo sciroppo per la tosse, possano alleviare i sintomi associati alla malattia.

I medici della medicina tradizionale cinese normalmente usano il Tan Re Qing per curare la bronchite e le infezioni delle vie aeree superiori. Clifford Steer, professore all’Università del Minnesota a Minneapolis, ha studiato i benefici medicali dell’acido ursodesossicolico. Non ha riscontrato alcuna prova che la bile di orso sia un trattamento efficace per il nuovo coronavirus. Tuttavia, dice, l’acido ursodesossicolico si distingue da altri acidi biliari nella sua capacità di mantenere vive le cellule e può alleviare i sintomi del COVID-19, grazie alle sue proprietà anti-infiammatorie e l’effetto di regolare la risposta immunitaria.

Entrata in vigore nel 1989, la legge cinese sulla tutela della fauna selvatica vede gli animali come una risorsa da usare a beneficio dell’uomo. Nel 2016 è stata emenata per legittimare ulteriormente l’uso commerciale degli animali selvatici, asserendo esplicitamente che gli animali possono essere usati per la medicina tradizionale cinese, come scrisse al tempo Peter Li, esperto di politica cinese dell’associazione animalista Humane Society International.

Il governo cinese ha consigliato di trattare i casi gravi e critici di COVID-19 con un’iniezione contenente polvere di bile di orso. Non esiste prova scientifica che ne dimostri l’efficacia contro la malattia.
Nonostante l’uso della bile di orso da esemplari in cattività sia legale in Cina, quella degli orsi selvatici è vietata, così come l’importazione della bile di orso da altri Paesi. Secondo Aron White, attivista della Environmental Investigation Agency (EIA), un’organizzazione non-profit con sede a Londra, Inghilterra, che denuncia i crimini contro la fauna selvatica, la sua organizzazione apprese delle raccomandazioni del governo cinese sul trattamento del COVID-19 tramite i post dei commercianti illegali sui social media.

“Abbiamo visto con i nostri occhi come le raccomandazioni del governo venivano sfruttate dai trafficanti per pubblicizzare i loro prodotti illegali come trattamento” dice White. La bile illegale degli orsi selvatici viene prodotta in Cina, afferma, e viene anche importata (estratta da orsi sia in cattività sia selvatici) da Laos, Vietnam e Corea del Nord. Il commercio illegale persiste, anche se l’orso dal collare, una delle specie più “allevate” per la bile, è protetto dal commercio internazionale secondo la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione, che regola il commercio transfrontaliero di animali selvatici e dei prodotti derivati.

I difensori della fauna selvatica temono che il consiglio della Cina di usare le iniezioni di Tan Re Qing, che contengono polvere di corno di capra e vari estratti vegetali, oltre alla polvere di bile di orso, aumenterà il commercio di prodotti illegali derivati dalla fauna selvatica e giustificherà gli abusi sugli animali. “I consumatori esprimono una netta preferenza per i prodotti derivati da animali selvatici, spesso considerati più efficaci o gli unici che funzionano”, afferma White.“Quindi, il mercato legale di prodotti da animali in cattività non riduce il pericolo per la popolazione di animali selvatici, anzi, mantiene alta la domanda che alimenta il bracconaggio”.

Nelle “fabbriche della bile” in Cina e in tutto il Sudest asiatico gli animali vengono tenuti in piccole gabbie anche per decenni. La bile viene regolarmente estratta usando cateteri, siringhe o tubicini nella cistifellea. Tutti i metodi di estrazione della bile sono invasivi e “causano grande sofferenza, dolore e infezione”, secondo Animals Asia, una non-profit che mira a vietare le fattorie della bile. Incuria e malattie sono frequenti in queste fattorie, e i consumatori rischiano di ingerire bile di orsi malati, che può essere contaminata con sangue, feci, pus, urina e batteri, secondo Animals Asia.

La bile viene pompata dalla cistifellea di un orso dal collare che è stato sedato. Nelle ...

La bile viene pompata dalla cistifellea di un orso dal collare che è stato sedato. Nelle fattorie della bile le malattie sono frequenti, e secondo l’organizzazione non-profit Animals Asia, la bile di animali malati può essere contaminata con sangue, feci, pus, urina e batteri che possono mettere in pericolo la salute umana.
FOTOGRAFIA DI MARK LEONG, NAT GEO IMAGE COLLECTION

Un altro rimedio della medicina tradizionale incluso nell’elenco dei trattamenti approvati contro il COVID-19 dalla Commissione nazionale per la salute cinese che potrebbe vedere un aumento nella domanda è una pillola chiamata Angong Niuhuang Wan. Questo medicamento, usato per trattare la febbre e varie malattie, per tradizione contiene corno di rinoceronte, che è severamente vietato dal commercio globale. Secondo la legge cinese, le pillole devono contenere corno di bufalo, dice White, ma alcuni commercianti continuano comunque a vendere sotto banco pillole contenenti corno di rinoceronte.

La promozione delle iniezioni di Tan Re Qing e di altri trattamenti a base di derivati di animali selvatici nel momento in cui Pechino sembrava intenzionata a chiudere il commercio di animali vivi del Paese “dice molto sui messaggi contraddittori che arrivano dalla Cina in questo momento,” afferma White. Ma in Cina l’uso della medicina tradizionale, la maggior parte della quale è a base vegetale, ha una storia di migliaia di anni ed è stata la principale forma di assistenza sanitaria fino ai primi del 1900, quando l’ultimo imperatore della dinastia Qing fu fatto cadere da un medico di istruzione occidentale.

Le cure tradizionali sono spesso supportate dal governo, in quanto considerate un pilastro della cultura cinese, e nel 2018, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha incluso la diagnosi della medicina tradizionale nel proprio compendio medico. Durante la pandemia di coronavirus, i funzionari sanitari ne hanno promosso l’uso, e l’85% dei pazienti COVID-19 riceve qualche tipo di trattamento a base di erbe, secondo il Ministero della scienza e della tecnologia. La Commissione Nazionale per la Salute Cinese non ha risposto alla richiesta di commenti.

Rischi per la salute umana

Tutte le fattorie in cui viene praticato “l’allevamento” di animali selvatici rappresentano un rischio per la salute, indipendentemente dal fatto che gli animali vengano allevati per farne cibo o per la medicina tradizionale, afferma White. In entrambi i casi infatti centinaia di animali vivono ammassati e gli umani spesso entrano in contatto con le carcasse. “Sia che gli animali selvatici vengano consumati come cibo o come medicina, il rischio c’è, e riguarda il modo in cui gli animali vengono allevati, macellati, conservati, lavorati e consumati,” continua White.

Se la Cina sta chiudendo le fattorie che producono carne di animali selvatici come pavoni, istrici e cinghiali perché rappresentano un rischio sanitario, dice White, “perché non applicano lo stesso approccio ad altre attività simili, come le fattorie che trattano orsi, tigri, ecc?Rappresentano lo stesso rischio”. Inoltre, aggiunge, “la stragrande maggioranza dei rimedi della medicina tradizionale cinese non contiene parti di animali selvatici. Non è necessario che i due aspetti siano contrapposti”.

Riguardo al COVID-19, è molto chiaro di cosa abbiamo bisogno, afferma Clifford Steer dell’Università del Minnesota.“In sostanza l’unica soluzione è lo sviluppo di un vaccino che possa proteggere le persone”.

Fonte: https://www.nationalgeographic.it/scienza/2020/04/coronavirus-la-cina-promuove-un-trattamento-base-di-bile-di-orso

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *