La Repubblica Democratica del Congo non deve fronteggiare solo la pandemia Covid-19 ma anche l’epidemia della febbre emorragica, che si sperava di poter dichiarare dimenticata

Lunedì 13 aprile l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) avrebbe dovuto dichiarare conclusa l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc) e invece il virus è tornato a terrorizzare il Paese africano. Domenica 12 aprile, infatti, è stata registrata la seconda morte per Ebola a Beni, 48 ore dopo un primo caso che segna il riaffacciarsi dell’epidemia.

Così mentre il mondo è alle prese con il nuovo Coronavirus, la Repubblica Democratica del Congo torna a fare i conti con l’Ebola. Erano passati quasi 52 giorni senza un caso. Un possibile sospiro di sollievo si è trasformato in un ulteriore incubo: il Paese non deve fronteggiare solo la pandemia Covid-19 ma anche un’epidemia della febbre emorragica Ebola, che si sperava di poter dichiarare dimenticata.

“Dopo 52 giorni senza casi, le squadre di sorveglianza e di risposta sul campo hanno confermato un nuovo caso”, ha dichiarato il direttore dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, su Twitter. “Sfortunatamente, questo significa che il governo della Rdc non potrà dichiarare la fine dell’epidemia di ebola lunedì, come avevamo sperato”, ha aggiunto.

“Le informazioni preliminari indicano che si tratta di un uomo di 26 anni nel territorio di Beni”, ha spiegato il comitato di risposta all’epidemia. “I nostri team, in collaborazione con l’Oms, sono già sul campo per approfondire le indagini e attuare i provvedimenti di sanità pubblica”, ha aggiunto.

L’Oms spiega, infatti, che la fine dell’epidemia può essere dichiarata 52 giorni dopo che l’ultimo caso è risultato negativo ai test.

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Ebola, due nuovi morti nella Repubblica democratica del Congo

La seconda vittima è una bambina che è morta a Beni, città che fu uno dei due epicentri dell’epidemia dichiarata il primo agosto del 2018. Questo secondo caso è avvenuto nello stesso centro sanitario dove giovedì mattina era morto un uomo di 26 anni dopo aver mostrato i sintomi diversi giorni prima, racconta una fonte della Sanità. “Si tratta di una co-paziente del caso confermato il 10 aprile”, ha comunicato il comitato multisettoriale di risposta a Ebola nel Paese africano.

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo

L’Ebola, che causa febbre, emorragie, vomito e diarrea si trasmette attraverso fluidi umani e l’epidemia attuale (la nona da quando la malattia fu scoperta proprio in Congo nel 1976, prendendo il nome da un fiume locale) ha ucciso circa due terzi delle persone contagiate.

I primi casi di Ebola nell’est della Repubblica Democratica del Congo sono stati registrati nell’agosto del 2018. Dopo 20 mesi, 3.453 contagi, di cui 2.273 mortali, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) si stava preparando a dichiarare la fine dell’epidemia lunedì 13 aprile. L’ultimo caso è stato registrato il 17 febbraio e il 3 marzo è stata dimessa l’ultima paziente ricoverata in un centro di cura per l’Ebola.

Situato nella provincia del Nord Kivu, il territorio di Beni è stato uno dei focolai dell’epidemia di Ebola, che ha ucciso 2.273 persone dalla sua dichiarazione ufficiale il primo agosto 2018. Almeno un caso di nuovo Coronavirus è stato inoltre ufficialmente segnalato a Beni dalle autorità sanitarie congolesi il 3 aprile. Il territorio di Beni è, tra l’altro, minacciato dal gruppo armato delle Forze democratiche alleate (Adf), che ha ucciso oltre mille civili dall’ottobre 2014.

La chiusura dell’emergenza Ebola sarebbe servita a concentrarsi meglio su quella del Coronavirus che finora ha causato 215 contagi e 20 morti in un Paese vasto come l’Europa occidentale e con oltre 81 milioni di abitanti

Fonte: https://www.tpi.it/esteri/ebola-congo-morti-coronavirus-20200414585005/

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