Governo verso la proroga delle restrizioni fino al 30 aprile, con poche deroghe. Boccia a Confindustria: “Prima la salute”.

Una giornata di lavoro sul nuovo decreto anticoronavirus per il premier e i ministri. Ma le aperture dopo il 13 aprile saranno molto ridotte. In corso incontro con le parti sociali.

Il governo sente le parti sociali, in videoconferenza. Per affrontare il tema delle restrizioni da adottare dopo il 13 aprile, quando scadranno le precedenti misure. E preparare il nuovo decreto che sarà valido fino al 30 aprile. Il premier, Giuseppe Conte, ha convocato i segretari di Cgil, Cisl e Uil –  Landini, Furlan e Barbagallo – che ieri avevano sollecitato un incontro con una lettera. Ci sono anche i ministri GualtieriSperanza, Catalfo.

E i rappresentanti di Confapi, Reteimprese, Alleanza cooperative, e Confimi imprese. Mentre il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia – da Milano – invia un messaggio a Confindustria:  “Il governo ha le idee chiare: dobbiamo mettere in sicurezza la salute degli italiani. Con la salute a rischio, non c’è economia”.

E precisa: “Prima mettiamo in sicurezza la Lombardia e tutti gli ospedali lombardi, e poi penseremo alla Fase 2”. Frasi che arrivano dopo il pressing di Confindustria, che in Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto, ieri ha lanciato ufficialmente la richiesta di riaprire urgentemente le attività.

Il tema è stato oggetto, a partire da ieri, di un confronto tra Conte e i capi delle delegazioni dei partiti di maggioranza e l’orientamento sembra essere quello della massima prudenza. Si va verso un prolungamento fino al 30 aprile delle attuali misure restrittive e di isolamento previste dal decreto del presidenza del Consiglio in scadenza il 13 aprile, con una probabile ulteriore proroga delle misure di isolamento a casa almeno fino al 2 maggio.

Una frenata frutto della linea di massima prudenza espressa ieri dal comitato tecnico-scientifico del ministero della Salute. Sono possibili solo alcune deroghe per piccole attività legate alla filiera agroalimentare, sanitaria, farmaceutica, sempre rispettando le misure di distanziamento sociale.

Intanto Boccia, che oggi è a Milano con il capo della protezione civile Angelo Borrelli, spiega quali saranno i prossimi passaggi: “Occorre passare alla fase 2 con graduali aperture delle fabbriche e degli uffici nel rispetto di tutte le prescrizioni sanitarie per la sicurezza dei lavoratori”. Poi – spiega Boccia – ci sarà una fase 3 con “massivi investimenti pubblici che compensino e supportino la progressiva ripresa della domanda privata”. E ha aggiunto che della futura cabina di regia farà parte anche il governatore della Lombardia, Attilio Fontana. “Basta polemiche”, ha detto Boccia.

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