Mentre il mondo è impegnato nell’emergenza Coronavirus, a Chernobyl un pezzo di foresta sta bruciando. L’incendio è scoppiato a nord dell’Ucraina, proprio intorno all’ex centrale nucleare, nella zona più inquinata a causa delle radiazioni post-catastrofe.

L’incendio sarebbe iniziato sabato 4 aprile, ha già devastato 20 ettari secondo quanto riportato dalla Protezione Civile di Kiev, e ha coinvolto almeno 18 unità, un elicottero, due aerei e 90 vigili del fuoco che stanno cercando di contenerlo.

La radioattività della zona rende tutto più difficile complicando il lavoro dei pompieri. Tuttavia le autorità hanno riferito che non si è rilevato alcun aumento delle radiazioni e che al momento non ci sono rischi per la popolazione.

Purtroppo in passato altri incendi, spesso dolosi e perduranti settimane, avevano colpito la foresta che circonda la centrale attorno alla cosiddetta “Zona di alienazione”. Incendi che, trasformando in aerosol respirabile i radionuclidi tossici, avevano causato enormi rischi per la salute delle persone residenti intorno all’area.

Per non parlare della cenere radioattiva prodotta dal fuoco, che può raggiungere anche aree a grande distanza trasportata dal vento, secondo quanto aveva affermato a suo tempo Timothy Mousseau, professore di scienze biologiche presso l’University of South California.

E ora che è scoppiato questo terribile incendio, il problema si ripresenta, sebbene al momento le autorità locali riferiscano che non si sono registrati aumenti della radioattività. Ma l’attenzione rimane altissima!

Fonte: GreenMe

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