Quando si ha a che fare con individui che parlano solo per fare polemica e senza una reale cognizione di come funzionano le cose, specialmente quando costoro pretendono di porsi come leader, trascinatori, oppure sogliono promuoversi in ruoli di responsabilità, si corrono inevitabilmente dei rischi non solo personali ma anche a livello di comunità.

Salvini recentemente ha dichiarato: “Banche obbligano lavoratori ad aprire conto corrente”.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, polemizza con il governo per l’accordo che permette alle banche di anticipare il pagamento della cassa integrazione ai lavoratori, sostenendo che queste persone verranno costrette ad aprire un conto corrente.” (https://www.fanpage.it/politica/la-bufala-di-salvini-su-cassa-integrazione-banche-obbligano-lavoratori-ad-aprire-conto-corrente/https://www.fanpage.it/).

Se questa dichiarazione fosse vera – e fino ad ora non è stata smentita – è evidente come qualsiasi lettore, anche il più distratto e disattento, di fronte a siffatte asserzioni, non abbia alcuna scelta se non quella di prendere subito posizione: “siamo alle solite: il governo e le banche hanno costituito l’ennesima associazione a delinquere per turlupinare i poveri risparmiatori”.

Ma la realtà è un’altra e Salvini dovrebbe conoscerla oppure informarsi dal momento che, ne sono certo, nel suo entourage ci sarà senza meno qualcuno in grado di fornire la corretta consulenza.

Le Banche italiane, al di là di qualche sparuto caso che potrebbe verificarsi più sull’onda di vecchie ed obsolete reminiscenze piuttosto che su reali esigenze di business, non obbligano nessuno ad aprire il conto corrente, anche perché con i tassi di mercato a breve negativi non sanno proprio cosa farsene della liquidità che al momento genera formalmente solo perdite di bilancio.

Non per questo però si rifiutano di aprire il classico rapporto di conto corrente, anzi ne sono ben liete. Ma l’offerta oramai è così ampia e variegata che anche il cliente meno abbiente può avvalersi dello strumento del conto corrente di corrispondenza più consono alle sue esigenze ed alle proprie tasche.

Facciamo un minimo di utile informazione.

Partendo dai conti correnti package, che prevedono tutta una serie di servizi collaterali, dall’esorbitante costo (imposta di bollo compresa) di circa 100 euro all’anno, fino al “conto base”, offerto a coloro che hanno esigenze più limitate, un ISEE a 11.600 euro all’anno oppure un trattamento pensionistico inferiore ai 18.000 euro, praticamente a costo zero, nonché una famiglia di carte prepagate abbinate ad un Iban dai costi medi di 1, 2 euro al mese tutto compreso, esistono tutta una serie di prodotti dei quali i risparmiatori possono tranquillamente avvalersi senza per questo farsi dissanguare.

Essere titolari di un conto corrente, per coloro che non hanno nulla da nascondere, oltre che risultare comodo in momenti come questi, dove le banche sono praticamente chiuse al pubblico, in quanto consentono di approvvigionarsi di contanti attraverso le apparecchiature bancomat, faciliterà anche le operazioni dell’Inps o di qualsiasi altra istituzione ove, Dio volesse, dovessero arrivare sul serio contributi o quant’altro a sostegno di chi ne ha bisogno.

Cavalcare il cavallo della polemica sull’onda del malcontento popolare mettendo alla gogna un sistema bancario/economico che ha già grandi difficoltà a mantenersi efficiente non porta a migliorare la vita dei cittadini né al benessere di qualcuno, anzi questo clima di caccia alle streghe e questo continuo stillicidio di esternazioni critiche provoca solo danni, danni che alla fine pagheranno proprio coloro che Salvini tende a tutelare.

Salvini poi, da buon politico, dovrebbe anche conoscere le esigenze di controllo legate alla legge antiriciclaggio, una legge che possiamo discutere, maledire o tentare di migliorare ma che ha uno scopo preciso: ridurre il riciclaggio di denaro che costa all’Italia dai 30 ai 300 miliardi all’anno assecondo se includiamo o no l’evasione fiscale.

Ovviamente nel momento in cui l’INPS paga la cassa integrazione non credo nessuno possa pretendere che provveda alle erogazioni di denaro in barba ad una legge caldeggiata e voluta da tutti i cittadini onesti e sicuramente votata ed emendata anche da molti esponenti della Lega.

Noi italiani siamo comunque un popolo strano. Fino a poco tempo fa e più precisamente fino all’insediamento di quel pazzo scatenato di Boris Johnson la maggioranza di noi osannava spesso ed a ragione le soluzioni proposte dal sistema inglese stigmatizzandone l’efficienza e l’organizzazione e prendendolo a modello per talune idee e procedure.

Ma nessuno e dico nessuno ha mai contestato la consuetudine, che poi è diventata una vera e propria regola, in base alla quale qualsiasi lavoratore adibito a qualsivoglia mansione, in quel sistema, dovesse sottostare prima di essere assunto, all’apertura di un conto corrente bancario, ad accettare un SIM card per farsi rintracciare oltre che essere inscritto nelle liste di collocamento per percepire una sorta di reddito di cittadinanza. In Inghilterra come in tutti i paesi considerati a torto od a ragione evoluti, un cittadino che vuole lavorare deve sottostare a queste semplici regole: e nessuno si lamenta!

Perché in Italia appena qualcuno osa dire che è necessario aprire un conto si scatena  immediatamente una polemica e si accende un’inutile discussione rimane un mistero. Nessuno grida allo scandalo per il costo di una tazzina di caffè ma molti si sentono offesi quando per la stessa cifra si può acquistare per un mese una carta prepagata abbinata ad un conto corrente.

Una cosa è certa: continuando a polemizzare su tutto, specialmente su quegli argomenti che non si conoscono, non ci facciamo del bene ed offriamo il fianco a coloro che non vedono l’ora di mettere le mani sui nostri risparmi.

Di questo Salvini dovrebbe preoccuparsi.

Un vero politico, specialmente in momenti come questi segnati da lutti, sofferenze e disastri economici, dovrebbe essere propositivo, collaborativo e costruttivo, per il bene della nazione e per il suo stesso bene.

Una volta qualcuno scrisse: “La critica è una cosa molto comoda: si attacca con una parola, occorrono delle pagine per difendersi”. (Voltaire)

Ad Majora.

Lorca Corsini.

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