La sensibilità è un dono raro fatto di intelligenza e di affettività, che ci consente di percepire attraverso i nostri sensi, gli stimoli che provengono da fonti esterne.

Ci rende persone capaci di capire tutto quello che succede, che osservano con attenzione e, a volte, interiorizzare le emozioni e i sentimenti delle altre persone.

Una persona altamente sensibile è anche empatica, si identifica con gli altri e impara a mettersi nei panni altrui.

In questi ultimi tempi, uno dei segni più impressionanti del momento che stiamo attraversando, è il progressivo aumento della sensibilità, un dono raro, e le persone che lo possiedono, sono portatori di un bene prezioso, un bene che non si acquisisce né con lo studio, né con l’esperienza della vita.

Chiunque si veste della sensibilità riesce a rigenerare rapporti e dialoghi, accantonati da vecchi attriti e tensioni.

Chi possiede la sensibilità può definirsi una persona fortunata perché è spinto a farsi avanti non appena intuisce l’esistenza di una difficoltà.

La sensibilità è come una mano soave che orna una stanza nuda e spoglia, dandogli una nota di colore e di calore.

Chi possiede la sensibilità è capace di trovare la parola giusta, nel momento giusto oppure il silenzio affettuoso e partecipe, quando non ci sono parole adeguate da pronunciare.

Pensate ad una società senza sensibilità opaca, spenta in ogni cosa, ogni suono, ogni profumo, scivolerebbero via senza lasciare nessuna traccia nel nostro animo.

La vita sarebbe limitata e ristretta dentro angusti orizzonti; tutto diventerebbe più squallido soprattutto per le persone malate e bisognose, le quali grazie alle persone sensibili, evitano di calunniare la vita per la loro sofferenza e le loro necessità.

Francesco Piccerillo

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