«On Feb 18, the National Health Commission of the People’s Republic of China published the guidelines for the diagnosis and treatment of COVID-19 infection (trial version)

 With the awareness and understanding of the disease, the guidelines show that the droplets and close contact transmission are the main routes of transmission, and aerosol transmission is possible under the condition of long exposure to high concentrations of aerosols in a relatively closed environment ».

Comincia così il trial, lo studio del 18 febbraio 2020, quindi relativamente vecchio per i tempi della Ricerca, e non riprodotto da altri studi a conferma.

Stamattina la stampa italiana, quella corretta, riporta una riga di questo studio prendendo a spunto la dichiarazione del Presidente dell’OMS riguardo l’utilizzo e l’utilità di indossare le mascherine.

Come già detto in più occasioni, ci si trova di fronte ad un virus nuovo del quale ormai sappiamo molto ma non ancora tutto, l’esperienza, ormai mondiale, porta i virologi e gli infettivologi, i medici in generale ad aggiustare alcune dichiarazioni fatte prima dell’inizio della pandemia, dichiarazioni che si attestavano sulla conoscenza di altri virus come quello della Sars e della Mers.

Il Presidente dell’OMS, così come molti addetti ai lavori avevano dato come necessario l’utilizzo della mascherina nei soggetti positivi o comunque nelle persone con malattie da raffreddamento o con altre infezioni, ricordiamo che questa epidemia ci ha raggiunto nel momento del picco influenzale. Oggi, in previsione anche dell’inizio della fine del lockdown, il Presidente dell’OMS ha dichiarato che bisognerebbe, a questo punto, indossare tutti e sempre la mascherina, perché?

Perché riaprendo le attività produttive ci si ritrova in ambienti chiusi, quasi sempre areati artificialmente con impianti i cui filtri potrebbero essere stati controllati anni fa, perché si torna a prendere i mezzi pubblici e/o si rientra in uffici chiusi da tanto tempo.

La storia degli ultimi due mesi ha insegnato che diversi focolai sono scoppiati all’interno degli ospedali, dei laboratori, delle case di cura e quindi in  ambienti chiusi a contatto o con i malati o con il sangue dei malati. Ѐ ipotizzabile che le cosiddette goccioline, il respiro, il colpo di tosse faccia fuoriuscire il virus che a quel punto potrebbe comportarsi come i particolati, si ribadisce tuttavia che si parla di ambiente chiuso senza areazione naturale; stessa cosa per il sangue lasciato all’aria sulle superfici del laboratorio.

Il condizionale è d’obbligo perché finora nessuno studio ha riprodotto i dati del trial cinese e ciò lascia immaginare che sia tuttora solo una mera possibilità e basata in parte sugli studi precedenti inerenti la Sars e la Mers.

La mascherina va comunque indossata sempre, ricordando che è un presidio professionale e come tale va trattato, deve essere presa attraverso gli elastici e posta a copertura di naso e bocca, non va messa e tolta per parlare o per fumare, non va toccata e va rimossa partendo sempre dall’elastico dietro a un orecchio e gettata via, a meno che non sia una mascherina riutilizzabile che può essere lavata e disinfettata. Rivestono molta importanza anche i guanti, avendo cura di lavare bene le mani fino ai polsi prima e dopo, anche i guanti vanno tolti partendo dal polso con un dito e senza toccarli nelle parti che sono venute a contatto con le superfici e gli oggetti, se non ci si può lavare subito è importante disinfettare le mani con i prodotti raccomandati a base di alcool.

Ѐ giusto indossare gli occhiali e non toccare occhi, naso e bocca, così come è corretto tenersi a debita distanza dagli altri, anche fino a due metri, non per razzismo ma per evitare il contagio di entrambi, insomma, in una situazione di pandemia è meglio il più che il meno.

L’igiene personale, delle case, dei negozi, degli uffici è necessaria e d’obbligo e è ottima norma aerare gli ambienti aprendo le finestre diverse volte al giorno.

Nessuno può dire quando scomparirà questo virus, se scomparirà, se diventerà endemico, bisogna far scorrere il tempo per capire, intanto restare a casa elimina ogni rischio, almeno fino a quando la situazione non tornerà ad essere gestibile.

Non è vero che questo virus uccida solo gli anziani, uccide quelli più fragili e chiunque può trovarsi in una situazione di fragilità momentanea, la pazienza è la virtù dei forti.

Questo studio, se non sarà ripetuto, partendo dalle stesse condizioni e arrivando alle stesse conclusioni, rimane un trial come tanti altri ma senza prove scientifiche di rilievo e quindi confutabile nelle tesi, nei metodi e nei risultati. In più, bisognerebbe intenderci sui termini: “ Virus Aereo” ma qui il discorso sarebbe troppo lungo, ad ogni modo, chi vuole può documentarsi attraverso le fonti ad hoc, a volte basta un’enciclopedia e adesso con i nuovi mezzi è anche un percorso veloce.

 

BeVaBe

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