In questa situazione paradossale imprevedibile ed improvvisa, c’è un imperativo che in questo caso non è la distanza, ma l’impossibilità di poter parlare, di osservarsi a occhi nudi per leggere le espressioni e le reazioni di chi ci sta di fronte.

Le circostanze imprigionano i sentimenti, bloccano le emozioni deflettendo le nostre azioni.

Sono situazioni che non lasciano indifferente nessun osservatore, sono, forse, inquietanti, ma fanno capire quanto gesti semplici e abituali possano essere, inaspettatamente, interdetti.

In questo periodo, più che in altri, comprendiamo l’importanza del rapporto con l’altro e quanto non sempre sia concesso ciò che desideriamo.

Sicuramente non è facile, sapere che qualcuno ha bisogno di aiuto e sapere di essere inermi, non poter interagire, ma una cosa è certa l’amore per il prossimo ci da e ci darà sempre la forza per guardare avanti.

Sono queste circostanze, che dovrebbero porre ognuno di noi davanti allo specchio della vita e chiederci chi siamo veramente, forse esperienze forti come ha vissuto questa famiglia non ci hanno toccato da vicino, ma tutto questo ci deve servire da insegnamento, facendoci comprendere che l’uomo senza amore è nullità.

Queste persone, hanno toccato da vicino cosa significa trovarsi nella condizione in cui, denaro, vanità e superbia non servono a nulla, basta un piccolissimo essere invisibile per annullare tutto ciò che hai costruito, in senso materiale, nella vita.

Nella poesia che segue, trovata in uno dei tanti profili facebook, si tocca con mano che tutto si crea e si distrugge, ma una cosa mai nessuno potrà togliere e distruggere, l’amore e la sensibilità umana, perché anche nella solitudine dell’isolamento non si è mai soli.

Questo è il tesoro che ogni essere umano dovrebbe accumulare in questa vita terrena .

 

Oggi come famiglia possiamo tirare un sospiro di sollievo…….

A Roberto
IL Covid-19 ha esordito nella tua vita,
con tutta la sua virulenza, la situazione è subito precipitata,
sei stato condotto nel sonno profondo, in questo stato
di incoscienza, hai lottato con tutte
le tue forze e tutto il tuo coraggio.

Mi hanno sempre colpito, le persone che come te,
chiedono il permesso, dicono sempre grazie,
persone sensibili e attente anche a non ferire con le parole.

Persone, che profumano di rispetto e riservatezza.
Anche in questa occasione non ti sei smentito!
Nel tuo isolamento, non sei stato mai solo,
la mia preghiera a Dio ti ha sempre accompagnato.

Con apprensione ho seguito il tuo percorso,
fatto di incertezze, di sofferenze e di dolore.

Un cammino, che non è stato breve, tantissimi

i momenti di sconforto, dove i pensieri
si perdevano nel buio della notte.

Non è stato facile per me, gestire il flusso delle notizie.
Poi un flebile sentore, piano piano cominciava
a parlare di un leggero miglioramento,
ecco, un raggio di luce nel buio più profondo.

Ho imparato che possiamo guarire solamente,
se vicino a noi, ci sono persone che ci amano.

Ho compreso che i giorni delle lacrime e
del dolore erano passati e che, davanti
a noi si prospettavano solo giorni d’amore.

Oggi puoi dire a te stesso: Sono risalito dallo “Sheol”!
La vita è stata ancora molto generosa,
ci sta offrendo un’altra imperdibile possibilità.

Tuo cognato Francesco

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