Ai tempi del crack Banca Etruria, nei bar, per strada e su tutti i media, non si parlava d’altro che dei danni materiali, sociali e spesso purtroppo anche umani, cagionati dalle perdite subite in seguito agli investimenti in obbligazioni subordinate.

Cordoglio, costernazione e lutto per chi si è tolto anche la vita ed una serie inanellata di denunce percorrevano le blasonate pagine dei maggiori quotidiani oltre che i corridoi delle Procure di mezza Italia.

I danni furono estremamente rilevanti ed impattarono migliaia di risparmiatori i quali videro azzerare improvvisamente i propri sudati risparmi. In seguito proprio a questi danni patrimoniali furono portati giustamente in giudizio diverse decine di funzionari di banca con l’accusa di aver venduto prodotti non adeguati al profilo di rischio dei clienti spacciandoli per assolutamente sicuri e con una ottima remunerazione.

Ricordiamo alcuni fatti la cui memoria potrebbe essere stata smarrita.

L’ammontare totale dei titoli, non solo relativo a quelli emessi da Banca Etruria ma anche includendo le obbligazioni subordinate di Cariferrara, CariChieti e Banca Marche ammontò a 431 milioni di euro (https://www.nextquotidiano.it/i-veri-numeri-delle-obbligazioni-subordinate/).

La capitalizzazione, senza voler entrare nel merito alla pari di una società di revisione, persa in seguito al medesimo crack sempre delle quattro banche citate fu di circa 5,5 mld includendo anche gli oneri di ristrutturazione. (https://www.lastampa.it/topnews/firme/dietro-le-quinte-della-finanza/2019/03/20/news/da-tercas-a-etruria-una-scelta-costata-5-5-miliardi-a-banche-e-risparmiatori-1.33689297)

Dando per assodata la perdita totale di chi aveva investito in borsa (il che non è vero in quanto i risparmiatori sottoscrittori di azioni vennero risarciti al 30%) ed includendo appunto anche i costi vivi di ristrutturazione, sommando a questi le perdite delle subordinate (indennizzate al 95% al netto delle eventuali cedole incassate) arriviamo ad un danno sistemico di 5.521.550.000 di eurini: una bella cifretta.
(https://www.ilsole24ore.com/art/banche-arrivano-rimborsi-truffati-ACuo9Xe?refresh_ce=1)

Lasciatemi ricordare tutti coloro, risparmiatori in primo luogo ma anche impiegati di banca e perché no anche qualche sprovveduto dirigente in buona fede, che per qualche anno non hanno dormito, mangiato e fatto all’amore come si deve solo per essersi trovati nel posto sbagliato, al momento sbagliato, trascorrendo un periodo devastante che molto spesso non si è ancora concluso.

Passiamo ora alle vicende attuali.

12/03/2020 Cristine Lagarde Prsidente della BCE annuncia: “Noi non riduciamo lo Spread” (https://www.ilgiornale.it/news/politica/coronavirus-borghi-ora-chiede-dimissioni-lagarde-1839970.html) e la borsa italiana perde in quella giornata poco meno del 17%.
Ora, a noi che abbiamo bisogno della calcolatrice non ci resta che prendere la capitalizzazione della borsa italiana e calcolarci la malefica percentuale. In un solo giorno la capitalizzazione delle aziende quotate si è ridotta di circa 98 miliardi. (https://www.borsaitaliana.it/borsaitaliana/statistiche/statistiche-storiche/capitalizzazioni/2019/201902/capitalizzazionesep_pdf.htm).

Bada bene caro lettore, questo è solo il danno puntuale in un giorno del mercato azionario. Per correttezza dovremmo come minimo aggiungere le perdite del MOT (Mercato telematico dei titoli di Stato) più qualche altra quisquilia che ottimisticamente tralascio. Ma a questo punto è chiaro che parlare di 100 miliardi di danni solo per quello che concerne la nostra beneamata penisola non è del tutto irrealistico. Lascio al lettore immaginare, sempre che qualcuno ci riesca, i danni a livello Europa ed i danni a livello planetario, dal momento che nella stessa giornata il più grande mercato azionario del mondo Wall Street perde quasi il 10%.
(https://www.lapresse.it/economia/borsa_wall_street_affonda_in_chiusura_dow_jones_-9_99_-2466658/news/2020-03-12/)

Tanto per essere chiari, e per tener conto di quelli che appellandosi ai corsi del libero mercato credono nella somatizzazione delle oscillazioni di prezzo prevedendone anche il pronto recupero, che tra l’altro non solo non si è ancora materializzato ma non vi è neanche contezza che ciò avvenga realmente ripristinando le medesime tasche di quelli che ci hanno lasciato le penne, ma non esiste una normativa che riguarda le ‘false comunicazioni al mercato’, la ‘turbativa del mercato’, aggiotaggio ed il conflitto di interesse? O qualcuno ha dimenticato l’art. 2367 c.c. o la legge 18 aprile 2005 n. 62 oltre che l’art. 501 c.p. solo per citarne alcuni?

In Banca od alle Poste si decanta tanto la trasparenza e l’applicazione della normativa europea MIFID a salvaguardia della correttezza del rapporto tra promotore ed investitore, si portano ad esempio le recenti scorrettezze perpetrate da lugubri personaggi per aver venduto furbescamente 50, 70 o 100 mila euro di subordinate. Nei tribunali si processano dipendenti e perché no giustamente alti dirigenti per aver mandato a ramengo ingenti patrimoni.

Ma perché non si fa lo stesso con la sig.ra Christine Lagarde? Forse sarà perché la remunerazione della stessa non le consente di assumere un discreto avvocato? Oppure la sig.ra riveste un ruolo meno importante del direttore della ex Banca Etruria di Morlupo (La contestualizzazione è solo un iperbole e non fa riferimento a fatti circostanziali) pertanto la sua posizione risulta irrilevante ed il danno patrimoniale può essere bellamente ignorato?

Ed a quanto sembra il virus, per rimanere in tema, pervade ogni struttura della Unione Europea.

Il 28 Marzo la Presidente della commissione UE, la gentilissima sig.ra Von der Lejen, dichiara pubblicamente riguardo ai coronabond: “non li faremo, capisco la Germania” (https://www.corriere.it/economia/aziende/20_marzo_28/von-der-leyen-boccia-coronabond-capisco-germania-dietro-c-questione-responsabilita-5748a4a4-710f-11ea-a7a2-3889c819a91b.shtml?refresh_ce-cp).

Ma questa notizia sig.ra Presidente non apparterrebbe alle notizie riservate richiamando la normativa dell’insider Trading e del Market Abuse? Oppure Lei si ritiene al di sopra della legge?

Ma a questo punto, non si dovrebbe insinuare nel datore di lavoro di queste gentil signore – che poi saremmo anche noi – il dubbio che le medesime non siano adeguate al ruolo che svolgono tanto da giustificarne il pronto licenziamento onde impedire alle medesime di continuare ad esternalizzare ed a provocare danni irreparabili? E se con brevi e fugaci esternazioni sono state sino ad ora solo capaci di provocare confusione e dissesti planetari, siamo proprio certi che quando saranno chiuse nei loro uffici ad espletare il loro lavoro giornaliero non provocheranno altri inenarrabili disastri?

Lascio ai posteri l’ardua sentenza.

Ad Majora!

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