Si parla quotidianamente delle persone che stanno in prima linea per combattere questo nemico invisibile Covid-19, e giustamente si pensa subito ad infermieri, medici, ma ci sono tanti altri lavoratori che rischiano quotidianamente per portare a termine il loro dovere, quindi cerchiamo il più possibile di restare a casa per rispetto di queste persone.

Se possiamo stare a casa, con le porte chiuse, aspettando che la minaccia si riduca è perché qualche milione di persone esce di casa ogni mattina e prende il suo posto davanti alla cassa di un supermercato, in fabbrica, nel camion che trasporta le merci, nei magazzini delle farmacie. Qualcuno anche oggi prepara il pane per noi, per tutti, ha già raccolto la frutta, imbottigliato l’acqua, tagliato la carne, rifornito le pompe di benzina,  e adesso parliamo piano, perché sta facendo in Rete scuola ai nostri figli. Qualcun altro stanotte ha pensato alla manutenzione delle autostrade su cui viaggia l’energia, così come Internet e il telefono. Altri hanno pulito le scale del tuo condominio o i locali dove si lavora. Altri ancora nei giornali, nelle radio e in televisione vanno sui luoghi del contagio, raccolgono le notizie e le distribuiscono, in modo che possiamo essere informati trovando fatti, dati, giudizi, opinioni e risposte alle nostre domande, uscendo dal buio.

È il lavoro degli altri. Siamo abituati a servircene come se fosse una risorsa naturale, un dispositivo di servizio obbligato, anzi una struttura servente a nostra perenne disposizione. Lo vediamo solo dal nostro lato, come soggetti consumatori, non dall’altro, quello dei produttori.

Improvvisamente il lavoro recupera un valore in sé, e non solo nella merce che produce. Abbiamo bisogno che qualcuno lavori, per consentirci di difendere la nostra salute. Ma chi difende la salute di chi lavora?

C’è un popolo – quelli che vanno al lavoro ogni giorno – che si sente escluso dalla generale manovra di sicurezza collettiva che consiglia di isolarsi, di non uscire, di evitare contatti.

Fra questo popolo ci sono gli operatori ecologici e le imprese di pulizie che giornalmente ci proteggono disinfettando le aree pubbliche e condominiali dove si potrebbe essere infettati.

Purtroppo pochi ne parlano, ma, anche in questo caso, si dovrebbe provare gratitudine, ammirazione, affetto e solidarietà, verso questi uomini e donne che prestano servizio come operatori delle imprese di pulizie.

In questi giorni difficili sono stati sempre presenti mostrando un forte senso di responsabilità e una spiccata professionalità.

Si sono messi al servizio delle città senza risparmiarsi, affrontando la paura nel cuore con un sorriso, una battuta e un ‘ce la faremo’… Grazie grazie grazie!

 

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