Finalmente è arrivato. Gli italiani da giorni sono col fiato sospeso ma dopo una lunga gestazione il Governo ha pubblicato il cosiddetto “Decreto marzo”, ben 25 miliardi che andranno a favore di cittadini, famiglie e imprese in ginocchio a causa del coronavirus.

Licenziato dal pre-consiglio nella tarda serata di ieri, il decreto ha ottenuto proprio in questi minuti il via libera definitivo da parte del Consiglio dei Ministri, tendendo la mano agli italiani e sostenendoli anche economicamente in questo periodo di difficoltà.

“E’ una manovra economica poderosa: non abbiamo pensato e non pensiamo di combattere un’alluvione con gli stracci”, sono le parole di Conte. “Stiamo cercando di costruire una diga per proteggere imprese famiglie lavoratori. Con questo decreto, noi non esauriamo il nostro compito in campo economico. Il decreto non basterà ma voglio dire ai lavoratori, alle imprese e alle famiglie che oggi il Governo risponde presente e lo farà anche domani. Domani dovremo disporre nuove misure e ricostruire un tessuto economico sociale intaccato”.

“Sono davvero orgoglioso di essere partecipe di questa gloriosa comunità in questo momento. Sono orgoglioso di essere italiano”.

 

Il contenuto della bozza che circolava nelle ultime ore è stato confermato. Ecco i principali punti:

Famiglie

Quanto previsto per le famiglie è stato confermato. I genitori lavoratori con figli fino a 12 anni avranno diritto a 15 giorni di congedo parentale retribuito al 50% o in alternativa a un bonus per l’acquisto di servizi di baby sitting pari a 600€ sotto forma di libretto famiglia. Nessun limite di età in caso di figli disabili. Il bonus è pari a 1000€ per i genitori che fanno parte del personale sanitario.

Inoltre, è stato disposto un congedo speciale non retribuito per i lavoratori con figli tra 12 e 16 anni.

Lavoratori

Tante sono le misure a favore dei lavoratori italiani, si va dal sostegno al reddito sia di quelli dipendenti che degli autonomi alle agevolazioni per chi è a Partita Iva. Per i liberi professionisti, sono stati stanziati circa 3 miliardi di euro per il periodo di inattività, sospesi anche i contributi previdenziali.

Per questi ultimi è prevista un’indennità di 600 euro  se titolari di partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020. Lo stesso sostegno è stato destinato anche ai lavoratori stagionali, ai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria e ai co.co.co. che svolgono attività in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche.

Inoltre, i versamenti tributari, al momento sospesi, andranno effettuati in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o anche rateizzati fino a un massimo di 5 quote mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020 ed entro il 30 giugno 2020. Non è prevista l’applicazione di sanzioni ed interessi.

Per i dipendenti privati, il periodo trascorso in quarantena o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva sarà equiparato alla malattia. 

La cassa integrazione viene resa universale e sarà a disposizione anche dalle imprese con meno di 5 dipendenti.

E’ previsto un bonus di 100€ per i lavoratori, pubblici e privati , che durante il mese di marzo abbiano lavorato in sede.

Imprese

Messo a disposizione un fondo per il reddito per i lavoratori danneggiati dal coronavirus. Si tratta di una misura destinata a dipendenti e autonomi che abbiano cessato, ridotto o sospeso la loro attività e che nel corso del 2019 non avevano guadagnato più di 10 mila euro. Per questa categoria sono stati stanziati 200 milioni sotto forma di indennità. Aiuti anche a favore delle piccole e medie imprese e delle startup con un fondo di garanzia aumentato di un miliardo.

Le imprese più colpite dal coronavirus tra cui quelle dello sport, dell’arte, della cultura, del trasporto, della ristorazione, potranno ottenere la sospensione fino al 31 maggio dei versamenti di ritenute, contributi, premi assicurativi e Iva per la prossima scadenza di marzo. Anche in questo caso, i versamenti potranno essere effettuati senza sanzioni e l’aggravio di interessi in un’unica soluzione o con un massimo di 5 rate mensili a partire da maggio 2020.

Fonte: https://www.greenme.it/vivere/lavoro-e-ufficio/decreto-cura-italia/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *