Guardati allo specchio e ripeti, SONO UN BULLO! SI HAI CAPITO BENE, UN BULLO!

Nelle ultime ore stiamo assistendo ad una sfrenata caccia all’untore. Decine e decine di post pieni d’odio per segnalare trasgressioni, trasgressori ed inadempienze da parte delle forze dell’ordine. Foto ritraenti possibili untori, disubbidienti delle ordinanze.
Viene da pensare. “Meglio, così la smettono! Se la sono cercata!”
Come  accadde per Gianmarco Lorito, vigile urbano 44enne trovato senza vita nell’auto di servizio dopo un turno di lavoro a Cividate, nella Bergamasca.
La sua colpa? Aver posteggiato l’auto di servizio in un posto per disabili durante il turno. Movente? Un post in cui si “SPUTTANAVA” tale mancanza a cui seguì un linciaggio mediatico.
Aveva una divisa che forse lo faceva sembrare impassibile, ma dentro era vulnerabile.
Come vulnerabile potrebbe essere chi viene immortalato in questo momento storico così drammatico.
Dove chi punta il dito si sente fiero di aver colto in flagrante un altro ESSERE UMANO reo di non aver rispettato una regola imposta in meno di 48 ore che ci isola ai domiciliari.
Vogliamo far parte dello show dare il nostro contributo gettando nelle fauci del pubblico inferocito la nostra preda.
Guardiamoci alla camera del selfie prima di scattare, controlliamo se abbiamo la divisa o meno poi decidiamo se essere BULLI o CITTADINI.
Nel secondo caso sin da bambini ci hanno insegnato i numeri per le emergenze, componiamoli e segnaliamo a chi di dovere ciò che accade, fornendo a LORO un eventuale contributo fotografico o video.
Nel primo, sì, sei un bullo e le eventuali conseguenze, superata l’enfasi del momento, potrebbero essere irreparabili.

#restiamocivili

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