A Praia, Calabria, l’ambizioso progetto “C’entro anche io” accoglie i disabili alla morte dei genitori

Nella maggior parte dei casi di famiglie con figli con disabilità e non sufficientemente autonomi per raggiungere una piena autonomia da adulti, per esempio trovando un lavoro e andando a vivere da soli,

come succede soprattutto alle persone affette da disabilità cognitive, sono i genitori ad occuparsi delle necessità del figlio per tutta la loro vita,

purtroppo un momento drammatico, che spesso è un buco nero nella mente dei genitori di persone con disabilità è proprio la morte di entrambi i genitori, il momento del “Dopo di noi” :

cosa succederà al ragazzo quando i genitori non potranno più prestargli le necessarie cure e sostenerlo? Come farà a riadattarsi? Chi si prenderà cura di lui?

Sono solo alcune delle domande che attanagliano la mente dei genitori di ragazzi disabili e a cui al momento le risposte che si possono dare sono poche e sono lasciare all’organizzazione di singole associazioni sparse sul territorio,

Così in Calabria a Praia a Mare la onlus “Teniamoci per mano” con la sua direttrice Franca Parise, ha voluto spingersi a sperimentare un’idea difficile ma importantissima per tante famiglie, con il progetto “C’entro anche io”

che vuole rispondere proprio a questo problema attraverso la creazione di una casa famiglia in cui i disabili possano andare a dormire mentre i genitori sono in vita, in cui si possano abituare a stare e che diventi poi il loro riferimento alla morte dei familiari,

La partenza ufficiale è avvenuta a metà Febbraio, quando i primi 4 ragazzi con disabilità hanno iniziato ad andare a dormire per alcuni giorni a settimana presso la struttura della casa famiglia,

l’idea è quella che nei mesi pian piano si abituino a dormire fuori casa e a non dipendere più dalla presenza della mamma e del papà, in modo che, quando sarà il momento non si crei un forte trauma del distacco ,

ma i ragazzi siano già pronti a riadattarsi alla propria vita in un ambiente che ormai conoscono e a cui sono abituati, quello della casa famiglia,

Franca Parise, la direttrice del progetto racconta :

«il progetto nasce dalla necessità di dare certezze e risposte alle famiglie, che non possono contare sulla presenza di adeguate strutture pubbliche nel nostro territorio»

Al momento il progetto conta una decina di persone con disabilità, mentre la casa famiglia ha da poco iniziato la fase di avvicinamento al dormire fuori, con quattro dei 10 ragazzi che la frequentano,

Piccoli numeri per un progetto pilota che – racconta la dottoressa Parise -è solo l’inizio di quello che l’associazione e tutti i suoi membri sperano possa diventare di portata sempre maggiore e possa essere sempre più presente sul territorio, contando sul supporto e l’affetto dei cittadini,

Al momento infatti il progetto è completamente finanziato da donazioni private da parte della comunità, poichè per i finanziamenti pubblici in materia le leggi sono poco chiare e intasate dalla burocrazia,

Così l’associazione ha pensato alla campagna “Adotta il centro diurno di Praia a Mare” per raccogliere i fondi necessari da parte della comunità di Praia, che da anni conosce il centro e ne supporta le iniziative, per riuscire a coprire le spese per retribuire gli operatori che lavorano con i ragazzi, e le spese per vitto e alloggio presso la casa famiglia,

qualora i fondi raccolti non dovessero essere sufficiente, l’associazione per continuare a portare avanti il progetto si rivolgerà alle istituzioni, anche se spera che non ce ne sia bisogno e ha fiducia nella generosità dei concittadini che capiscono l’importanza del progetto e lo supportano

Franca Parise racconta:

“C’entro anch’io è un progetto di rivoluzione sociale, che vede l’adozione del nostro centro diurno da parte dell’intera comunità. Ognuno può contribuire come può, a chi ci adotta, doneremo una cassetta di ortaggi di stagione che i nostri ragazzi producono nel loro orto sociale”

Una bellissima iniziativa che va incontro ad una necessità concreta di tante famiglie con figli con disabilità, speriamo che il progetto possa ricevere tutto il sostegno che merita!

 

Fonte: https://www.positizie.it/2020/03/06/in-calabria-una-casa-famiglia-per-accogliere-i-disabili-alla-morte-dei-genitori/

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