Il progetto si chiama “prendi in casa uno studente” e unisce giovani studenti e anziani a Milano per aiutare i primi a risparmiare sull’affitto e i secondi a non sentirsi soli

Un programma di coabitazione intergenerazionale di Milano Meglio, una rete di associazioni che vuole unire richiesta e offerta in un modo del tutto nuovo,

Da un lato molti studenti faticano a trovare camere in affitto a Milano, non per la mancanza delle offerte, ma per il costo altissimo da sostenere ogni mese: la città della madonnina è risultata la città universitaria più cara di tutta Italia, dove l’affitto di una stanza singola può arrivare a costare più di 600 euro al mese,

una spesa spesso coperta dai genitori degli studenti e che sicuramente pesa sul bilancio familiare, secondo i dati della associazione Milano Meglio infatti proprio per i prezzi “alle stelle” quasi il 75% dei 180mila studenti che frequentano le università milanesi si vedono costretti ad abitare fuori città o scegliere camere doppie e quadruple e sistemazioni più fatiscenti,

Dall’altro lato ci sono quegli anziani, che vivono in case spaziose e magari con una camera vuota, la stanza in cui stavano i figli quando ancora vivevano in casa, e che si sento spesso soli e avrebbero piacere di condividere la quotidianità con qualcuno.

un incontro perfetto tra richiesta e offerta che soddisfa entrambi, i giovani perchè decidendo di partecipare al progetto “Prendi in casa uno studente” combattono il caro affitti andando a pagare mensilmente solo una quota di spese di circa 250 euro per una camera singola in città,

e i pensionati che condividono la casa con un giovane che come da accordi, dedicherà loro del tempo per aiutarli nelle pulizie delle casa e se vorranno, condividere dei piccoli momenti settimanali di chiacchiere

Al momento i pensionati che partecipano al progetto sono 355, (la maggior parte di sesso femminile) e altrettanti sono gli studenti che stanno “colorando” la loro giornate, con una presenza giovane, che si fa sentire e che aiuta ad allontanare la solitudine,

I coinquilini non vengono scelti a caso, ma vengono fatti dei colloqui conoscitivi da parte degli operatori che poi uniscono anziano e giovane tenendo conto, più possibile delle loro personalità, abitudini e ritmi,

Sono già tanti i feedback positivi per queste inusuali coabitazioni senza età: ci sono Carla ed Eleonora sono tra le prime ad essere state “unite” da questo progetto: Eleonora è una studentessa da poco tornata dall’erasmus mentre Carla ha 93 anni e una grande casa vuota da riempire di chiacchiere e compagnia,

anche se i ragazzi non hanno nessun obbligo nei confronti di chi li ospita, le relazioni che si creano tra i due spesso vanno oltre al rapporto di affittuario/padrone di casa,

Carla ed Eleonora adesso insieme parlano di politica, la grande passione dell’anziana, guardano il telegiornale la sera discutendo, la giovane va a comprare il giornale all’anziana la mattina e la signora ricambia facendole trovare il caffè pronto quando si sveglia,

Eleonora commenta : “l’amicizia che è nata tra di noi in quei mesi vale molto di più di quel canone d’affitto così vantaggioso”

poi ci sono Elena e Rossana, la prima in cerca di un alloggio economico per studiare in città, la seconda in cerca di compagnia, adesso che convivono da alcuni mesi, raccontano che il momento più bello della loro convivenza è quando entrambe si ritrovano a casa insieme la sera e si bevono un bicchiere di vino parlano di cinema, libri e musica,

Rossana racconta : “Che dire, Elena mi porta un po’ di mondo in casa: stare a contatto con i giovani ti vivacizza la vita”

Ancora Gina di 73 anni, appassionata di libri, ospita Sofia che è a Milano per lavorare nell’editoria: la passione per la letteratura le ha subito unite,

di tutti gli anziani che partecipano al progetto, quasi nessuno lo fa per i solidi, il desiderio che raccontano è quello di tornare in contatto con i giovani, di trovare la luce di casa accesa quando entrano e magari qualcuno che sta studiando in camera o guardando la tv in salotto,

la voglia è quella di sentirsi di nuovo in compagnia, di fare due chiacchiere, di riscoprirsi ancora vivi e utili

come spiega Gina : “Volevo tornare a vedere la luce accesa in casa dopo tanti anni e così è stato.

Fonte: https://www.positizie.it/2020/03/04/studenti-e-anziani-diventano-coinquilini-cosi-a-milano-si-combattono-la-solitudine-e-il-caro-affitti/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *