I contagiati italiani del Coronavirus (2019 n-CoV) cominciano a essere molti. 172 in Lombardia (5 morti), 32 in Veneto (un morto), 18 in Emilia Romagna, 4 in Piemonte e 3 nel Lazio (altri due sono guariti allo Spallanzani).

Si tratta dei casi gravi e conclamati, attribuibili al 20% che le statistiche sul virus stanno in queste settimane evidenziando. Gli esperti però non riescono ancora a individuare il restante 80% dei contagiati italiani, perchè i sintomi in questo secondo scaglione sono molto leggeri: vi sono addirittura casi asintomatici. Tra costoro, vi sono i cosiddetti superdiffusori. Si procede sui sospettati con un tampone per la diagnosi, ma ciò lascia fuori altre possibilità di individuazione. Si è ancora alla ricerca del paziente zero.

Le professioni più a rischio, oltre ovviamente agli operatori sanitari, sono quelle che più vengono a contatto con altre persone, per esempio personale aeroportuale, politici, giornalisti, avvocati, preti, farmacisti, bigliettai, commercianti ecc… per cui si può configurare l’infortunio sul lavoro (Inail).

Alcuni paesi in Lombardia sono chiusi o stanno per esserlo: niente scuole, nessuna attività imprenditoriale possibile, camion che fisicamente ostruiscono le zone di accesso, locali pubblici chiusi, decine e decine di gare sportive sospese. Idem nel comune veneto di Vò Euganeo (dov’erano residenti i due anziani) e il nosocomio di Schiavonia. Le scuole rimarranno chiuse anche in Trentino fino a mercoledì 26 febbraio, mentre domenica 23 febbraio si ferma lo sport in Lombardia e Veneto. Il Duomo di Milano è chiuso.

Il sindaco di Milano Sala sta pensando di chiudere le scuole cittadine per una settimana.

Un totale di 50 mila persone isolate nel Lodigiano, “quarantenati” o meglio circoscritti (cluster) dal ministro Speranza, secondo un piano messo a punto osservando situazioni simili nel resto del continente. “Si invitano tutti i cittadini di Castiglione d’Adda e di Codogno, a scopo precauzionale, a rimanere in ambito domiciliare e ad evitare contatti sociali” così l’assessore regionale al welfare Gallera.

Epidemiologi e virologi auspicano che tutti gli ospedali italiani siano preparati, ossia adottino protocolli adeguati, segno che il peggio non è assolutamente passato, ma sta per arrivare. Gli operatori sanitari – medici, infermieri, oss, volontari – sono naturalmente i più esposti al rischio non solo di contrarre la malattia ma anche di propagarla.Pare infatti che cinque medici si siano già ammalati.

La zona del contagio però pare allargarsi alla città di Piacenza, in Emilia Romagna. A Fiorenzuola le scuole rimarranno chiuse e c’è da scommettere che il piano ministeriale verrà esteso anche ai comuni vicini. L’assessore alla sanità dell’Emilia Romagna ha chiesto alla popolazione di chiamare il 118 in presenza di sintomi, anziché andare al pronto soccorso. Vale comunque anche il numero verde 1500, mentre in Lombardia si può chiamare anche il 800 894545 e in Veneto l’800 462340.

Gli italiani in crociera nella nave giapponese in cui si sono verificati alcuni casi di Coronavirus sono atterrati a Pratica di Mare con un aereo militare e verranno presumibilmente sottoposti a quarantena.

Per il vaccino si pensa a un periodo di ricerca tra gli oltre sei mesi e i due anni. Le grandi città non sono le più esposte, tant’è che il focolaio iniziale in Italia è un piccolo paese lombardo.

Il contagio avviene tramite saliva o contatto diretto o indiretto, ma un fattore chiave è lo spostamento. Per questo motivo si cerca di scoraggiare la popolazione dall’uscire di casa nei luoghi dove sono stati accertati i primi casi italiani.

Si fa distinzione tra i malati gravi e gli altri: pare, dalle informazioni di queste ore, che in Italia siano emersi solo i primi (statisticamente conrrispondenti al 20% del totale, stando ai dati internazionali). Mancano all’appello gli altri (tra cui, come già detto, i superdiffusori). Il numero dei conclamati è comunque destinato a salire per via dei 14 giorni di incubazione.

I morti nel mondo sono 2360, anche se considerata la natura del regime cinese c’è chi mette in dubbio queste cifre, considerandole troppo basse. I contagiati acclarati quasi 80 mila, i guariti più di 16 mila: la mortalità (stando ai dati ufficiali) è quindi calcolabile in un tasso di quasi il 3%.


Più in generale, sono difficilmente credibili i dati cinesi data la natura autoritaria di quel regime, ma anche l’assenza di dati in zone di guerra, per esempio buona parte del Medio Oriente, e da paesi in via di sviluppo (l’Africa, con l’importante eccezione dell’Egitto).

Il Ministero della Salute sta diffondendo in queste ore consigli e norme igieniche alla popolazione per la profilassi della malattia. Tra le tante, lavarsi a lungo le mani, tenere le distanze con le persone che presentano i sintomi tipici del raffreddore o dell’influenza, non toccare il viso con le mani se non sono state lavate, non usare le mani per tossire o starnutire ma farlo racchiudendo la bocca con l’interno del gomito, non prendere antibiotici (non è un batterio) o antivirali generici pensando di evitare il contagio, usare i presidi sanitari per disinfettare le superfici (specialmente a base di candeggina, cloro, solventi, etanolo al 75%, acido peracetico, cloroformio) vistoche il virus così trattato non sopravvive oltre il minuto. Usare la mascherina solo se si è certi di essere parte attiva o passiva in area a contagio accertato; stare a due metri dalle persone infette che starnutiscono o tossiscono; telefonare il numero verde 1500 se si pensa di avere sintomi o se si è tornati da meno di tre settimane dalla Cina.

Riguardo la Cina, si raccomanda anche di posticipare i viaggi non necessari, ma si può continuare a comprare merce: pare infatti che il virus non sopravviva sulle superfici oltre i nove giorni.

Essendo un particolare tipo di influenza, valgono anche per il Coronavirus queste parole “È tra le poche malattie infettive che di fatto ogni uomo sperimenta […] indipendentemente dallo stile di vita, dall’età e dal luogo in cui vive“.

Luigi Menta

 

 

Decreto Legge riguardante le prime misure da adottare per il contrasto al Coronavirus

Art. 1

  1. Allo scopo di evitare il diffondersi di epidemie, nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un’area già interessata dal contagio di virus, le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento adeguata e proporzionale all’evolversi della situazione epidemiologica.
  2. Tra le misure possono essere adottate anche le seguenti:

a) divieto di allontanamento dal comune o dall’area interessata da parte di tutti gli individui comunque presenti nel comune o nell’area;

b) divieto di accesso al comune o all’area interessata;

c) sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in un luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico;

d) sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonchè della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, salvo le attività formative svolte a distanza;

e) sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, nonchè l’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso libero e gratuito a tali istituti e luoghi;

f) sospensione di ogni viaggio d’istruzione, sia sul territorio nazionale sia estero;

g) sospensione delle procedure concorsuali e delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità;

h) applicazione della misura della quarantena con sorveglianza attiva fra gli individui che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusa;

i) previsione dell’obbligo da parte degli individui che hanno fatto ingresso in Italia da zona a rischio epidemiologico, come identificate dall’Oms, di comunicare tale circostanza al Diperatimento di prevenzione dell’azienda sanitara competente per territorio, che provvede a comunicarlo all’autorità sanitaria competente per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva;

j) Chiusura di tutte le attività commerciali, ad esclusione di quelle di pubblica utilità e dei servizi pubblici essenziali di cui agli articoli 1 e 2 ddella legge 12 giugno 1990, 146, ivi compresi gli esercizi commerciali per l’acquisto dei beni di prima necessità;

k) previsione che l’accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità sia condizionato all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale

l) limitazione all’accesso o sospensione dei servizi del trasporto di merci e di persone terrestre, aereo, marittimo, ferroviario su rete nazionale o di trasporto pubblico locale, salvo specifiche deroghe previste dal provvedimento di cui all’articolo 3;

m) sospensione delle attività lavorative per le imprese, ad esclusione di quelle che erogano servizi essenziali e di pubblica utilità, tra cui la zootecnia, e di quelle che possono essere svolte in modalità domiciliare ovvero in modalità a distanza;

n) sospensione dello svolgimento delle attività lavorative per i lavoratori residenti nel comune o nell’area interessata, anche ove le stesse si svolgano fuori dal comune o dall’area indicata, salvo specifiche deroghe previste dal provvedimento di cui all’articolo 3.

Art. 2

Le autorità competenti hanno la facoltà di adottare ulteriori misure di contenimento, al fine di prevenire la diffusione dell’epidemia anche fuori dai casi di cui all’articcolo 1, comma 1.

Art. 3

Le misure di contenimento di cui agli articoli 1 e 2 sono adottate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del ministro della Salute, sentito il ministro dell’Interno, il ministro della Difesa, il ministro dell’Economia e delle Finanze e gli altri ministri competenti per materia, nonchè il presidente della Regione competente, nel caso in cui riguardino una sola regione, ovvero il presidente della Conferenza dei presidente delle regioni, nel caso in cui riguardino più regioni.

Nelle more dell’adozione del decreto del presidente del Consiglio di cui al comma 1, nei casi di estrema necessità ed urgenza le misure di conteminento di cui agli articoli 1 e 2 possono essere adottate ai sensi dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, dell’articolo 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e dell’articolo 50 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

Sono fatti salvi gli effetti delle ordinanze contingibili e urgenti già adottate dal ministero della Salute ai sensi dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833.

Il mancato rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto è punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale.

Il Prefetto, informando preventivamente il Ministro dell’interno, assicura l’esecuzione delle misure avvalendosi delle forze di polizia e, ove occorra, delle forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali.

 

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