Di questo primo pomeriggio la resa pubblica delle motivazioni di sentenza in cui gli ermellini spiegano come Carola Rackete, la nota capitana della Sea Watch che venne arrestata nella notte del 29 giugno scorso dopo il suo attracco nel porto di Lampedusa, abbia agito in maniera del tutto “giustificata“.

Carola Rackete rispettò l’obbligo di soccorso

L’obbligo si prestare soccorso non si esaurisce nell’atto di sottrarre i naufraghi al pericolo di perdersi in mare, ma comporta l’obbligo accessorio e conseguente di sbarcarli in un luogo sicuro“, con queste parole – riportate da Ansa – gli ermellini rendono note le motivazioni di sentenza emessa in sede di Corte di Cassazione.

La capitana della Sea Watch dunque, agì in piena conformità con quanto previsto dalle disposizioni sul “salvataggio in mare”.

Non speronò una “nave da guerra”

Decadono dunque le accuse formulate contro di lei quale quella di aver forzato il blocco navale della motovedetta della Guardia di Finanza, ivi per impedirle l’accesso diretto al porto di Lampedusa dove poi attraccò la Sea Watch. E non si può parlare di “nave da guerra” in riferimento alla nave della Guardia di Finanza in quanto al comando della nave non si trovava un ufficiale della Marina militare bensì un maresciallo delle Fiamme Gialle.

 

Fonte: https://www.thesocialpost.it/2020/02/20/cassazione-carola-rackete-motivazioni-sentenza/

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *