È passato più di un anno da quando, nel dicembre 2018, il Consiglio direttivo  dell’Auri assunse una decisione capestro che aumentò di oltre il 50% le tariffe di vari settori agricoli, commerciali e turistici. 

Una questione che fu posta con decisione dall’ex Segretario del PD di Orvieto Scopetti che, in una guerra mai sopita e conclusa, si scagliò contro l’ex sindaco di Orvieto Germani e altri Sindaci Umbri, membri dell’organo esecutivo di AURI, rei di mettere a rischio la continuità produttiva di varie aziende.

A seguire, nonostante le giustificazioni e le velate minacce, della stessa AURI, di procedere a querele, ci fu una netta presa di posizione delle categorie produttive, confindustria in testa.

Ad un anno di distanza, il 12 febbraio 2020, l’AURI ha di fatto ammesso le proprie responsabilità, deliberando la revisione delle tariffe del servizio idrico integrato (Ticsi) per il Sub ambito 4-Terni. Una decisione che prevede la retroattività dal primo gennaio 2018; questo ha rappresentato, infatti, un altro punto di forte scontro, in quanto le tariffe aumentate nel 2018 avevano, anch’esse, un effetto retroattivo di un anno, scelta ritenuta illegale dal fronte che si oppose a questa decisione.

“Con tale intervento – spiega l’Auri – l’Autorità ha avuto modo di sanare alcune distorsioni del sistema tariffario che gravavano, in particolare, sulle utenze degli allevatori e degli albergatori. Nelle prossime settimane saranno avviate le opportune attività di conguaglio volte a dare applicazione a quanto deliberato”.

Aldo Paoli

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