Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Chissà cosa penserà Messer Tommaso Ghinucci, architetto senese, nel contemplare lo scempio della “piazza de fori”, da lui progettata nel 1582 per ampliare le unità abitative di Bagnaia.

E’ proprio di oggi l’ultimo inconcepibile atto “vandalico” su piazza XX settembre: un enorme cartellone posto tra due aiuole che impedisce il passaggio sul marciapiede e, da ridere per non piangere, copre la visuale di un negozio che si affaccia sulla piazza.

Questo è il primo deturpante aspetto visivo del nuovo manufatto.

Se si passa poi a leggerne il contenuto, vi è riportata una apologia delle bellezze di Viterbo (che sono vere, senza dubbio, anche se il luogo si chiama Bagnaia) con un facsimile di cartina topografica e, soltanto in un angolo, si trova la dicitura di Bagnaia e San Martino al Cimino con tre, dico tre, righe esplicative. E le altre frazioni? Sono state dimenticate?

Sul tabellone campeggia lo stemma del comune di Viterbo e in basso l’ideatore di tale “opera d’arte”, un certo “Enjoy Viterbo”, che ha voluto offrire una proposta turistica, con i soldi della regione Lazio. E viene subito da pensare, per incrementare il turismo: perché non un cartellone a piazza del comune di Viterbo con cartina e spiegazioni di Bagnaia o di San Martino al Cimino o addirittura della Capitale d’Italia?

C’è da chiedersi chi sia la mente che partorisce tali idee perché davvero non sembra esserci rispetto per i luoghi e gli abitanti delle frazioni considerati di serie minore, con spreco di denaro pubblico.

Questa lettera potrebbe essere la solita denuncia di una associazione amante del proprio paese, ma invece è un invito a venire a Bagnaia per vedere il deturpamento di un sito che Messer Ghinucci, 438 anni fa, disegnò con competenza tanto da far accostare la piazza di Bagnaia alla piazza del Popolo di Roma.

Aldo Quadrani
Presidente associazione Amici di Bagnaia

 

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