Alla fine ha vinto la linea del Sindaco Tardani, ribadita durante l’Assemblea dei Soci di ieri sera, di chiudere l’esperienza dell’Associazione TE.MA.

È stato, però, un pomeriggio ad alta tensione, quello che ha preceduto l’ultima riunione della TE.MA: da una parte le durissime accuse, da parte del membro del cda Cristina Calcagni, rivolte all’Amministrazione Comunale, rea di aver etichettato l’ulitima gestione dell’associazione “arrogante, superficiale e pressapochista”. Dall’altra il ripetuto appello di vari soci a fermarsi, proponendo soluzioni economiche poco credibili per poter essere prese in considerazione. 
Insomma si è posta, negli ultimi tempi, una premura molto particolare sulla situazione della Te.Ma che sembra un po’ il canto del cigno, di chi nel passato avrebbe dovuto attenzionare alcune scelte politiche e degli amministratori Te.Ma, ma che ha preferito rimanere in silenzio.
Tanto rumore per nulla, perché l’Assemblea è scivolata via veloce, senza che nessuno abbia avuto il coraggio di assumersi la responsabilità di respingere la strada proposta dal Sindaco.
Alla fine tra chi ha preferito defilarsi, chi si è astenuto e i pochissimi voti contrari, è stata approvata la proposta di mettere in liquidazione Te.Ma, demandando al Prefetto e al Tribunale di Terni la nomina del liquidatore.
Ora la palla passa di nuovo al Sindaco che dovrà proporre una soluzione per il futuro del Teatro Mancinelli. 
Molte le possibilità in campo: dalla gestione diretta da parte del Comune, alla costituzione di un azienda speciale, a nuove esternalizzazione di parte dei servizi.
In definitiva in questo percorso la Tardani ha potuto contare su una situazione di non ritorno, in un sostegno che è andato oltre la sua maggioranza coinvolgendo gruppi di minoranza, sindacati ed ex dipendenti.
Ora vedremo cosa deciderà il Sindaco e su quali basi costruire il futuro non solo del Teatro Mancinelli quanto soprattutto delle politiche culturali della Città.
ap

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