Si vota per decidere i presidenti e le assemblee legislative di due Regioni. Ma all’esito delle urne emiliane è appeso il destino del governo.

Due regioni al voto, Emilia-Romagna e Calabria, 5,5 milioni di italiani chiamati alle urne per designare i presidenti di Giunta e i componenti delle assemblee legislative. Ma nelle urne c’è molto di più che la scelta del nuovo governatore. Il destino della legislatura, infatti, nonostante le rassicurazioni della maggioranza (dal premier Giuseppe Conte al leader del Pd Nicola Zingaretti fino ai Cinquestelle), sembrerebbe appeso all’esito del voto locale, soprattutto nella «rossa» Emilia dove a sfidarsi ci sono il presidente uscente Stefano Bonaccini, sostenuto dal centrosinistra, e Lucia Borgonzoni, candidata della Lega.

Affluenza in salita in entrambe le Regioni

Alle 23 comincerà lo spoglio per conoscere l’esito del voto. Ma intanto, alle 12.20 di domenica 26 gennaio, l’affluenza in Emilia Romagna è pari al 23 per cento (considerando i dati di 145 Comuni su 328). Nella precedente consultazione elettorale, alla stessa ora, era stata del 10,88%. In Calabria, l’affluenza si attesta invece al 10,48%. Nella tornata elettorale del 2014, alla stessa ora (le 12), la partecipazione al voto era stata dell’8,46 per cento.

Salvini viola il silenzio elettorale: «Andate a votare»
Tornando al significato del voto, il centrodestra spera di strappare la roccaforte del Pd e ha continuato a ripetere in queste settimane che una eventuale sconfitta di Bonaccini dovrebbe portare alle dimissioni del governo Conte 2. Un messaggio che il numero uno della Lega, Matteo Salvini , ha ripetuto anche sabato 25 gennaio con nuovi tweet e rilanciandone di vecchi, rompendo così lo stop alla propaganda elettorale nelle 48 ore precedenti la chiusura dei seggi. «Prima li mandiamo a casa, poi andiamo a dare lo sfratto al governo tasse, sbarchi e manette», ha scritto sui social l’ex ministro dell’Interno. E anche domenica 26 gennaio, a seggi aperti, con una diretta Facebook, il leader leghista ha violato di nuovo il silenzio elettorale invitando gli elettori delle due Regioni ad andare a votare. «Voi che potete votate in nome del popolo italiano», ha detto con la figlia sulle spalle. «Ad altri milioni di italiani è stato sottratto questo diritto». Poi, una battuta: «Preferisco la mucca alle sardine: più produttiva, generosa disposta a ascoltare».

Il destino del governo appeso all’esito delle urne
Una violazione che ha provocato subito la reazione del centrosinistra e infiammato la vigilia elettorale. Salvini sa che la vittoria in Emilia rappresenterebbe un pesante affondo contro l’esecutivo anche se tutti dall’altra parte continuano, almeno a parole, a rassicurare rispetto a una eventuale débâcle. Vero è che il leader della Lega ha puntato tutto su questo voto girando in lungo e largo la Regione e oscurando di fatto la sua candidata. Il Pd, dal canto suo, è consapevole che l’Emilia rappresenta l’ultimo baluardo e che, se la Lega dovesse sfondare, lo scossone al già precario equilibrio dell’esecutivo sarebbe inevitabile.

In Calabria l’incognita dell’astensionismo

In Calabria, invece, la contesa è tra Pippo Callipo per il centrosinistra, l’azzurra Jole Santelli per il centrodestra e Francesco Aiello per il M5S, in un voto che, come nelle passate tornate elettorali, è fortemente condizionato dall’astensionismo e dalla partecipazione giovanile.Nel 2014, quando le consultazioni si tennero a novembre a causa dello scioglimento anticipato della legislatura, l’affluenza fece registrare un 44,10% di astensione tra gli aventi diritto (ma anche in Emilia Romagna la percentuale di astensione si era attestata su livelli significativi: aveva votato allora solo il 37,7% degli aventi diritto).

Missione difficile per il candidato dem Callipo
Difficile, dunque, fare previsioni. La Santelli punta a diventare la prima presidente donna calabrese potendo contare, oltre che sull’appoggio del suo partito, sulla spinta di Fratelli d’Italia, Lega e Udc e poi della lista “Santelli presidente”. Dall’altra parte, l’imprenditore Pippo Callipo ha l’arduo compito di far dimenticare ai calabresi il triste epilogo del mandato del governatore uscente, il dem Mario Oliverio, escluso dalla corsa dopo un estenuante braccio di ferro con il Pd.

Fonte. https://www.ilsole24ore.com/art/emilia-e-calabria-voto-55-milioni-chiamati-seggi-e-sfida-pd-lega-AC4o2UEB

 

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