Chi ha sempre sostenuto che la caccia alle streghe sia stato un crimine disumano, non può perdersi la nuova serie di Netflix. Donne ingiustamente perseguitate dalla Chiesa per la sola colpa di essere più empatiche. Luna nera farà sicuramente molto discutere

 

La caccia alle streghe nell’Italia del XVII secolo è in arrivo su Netflix. Luna nera è senza alcun dubbio tra le serie più attese del 2020, gli appassionati del genere fremono e gli articoli di giornali si sprecano, aumentando la curiosità a dismisura.  E dopo aver visto il trailer ufficiale l’attesa è diventata ancora più febbrile. 

Ormai manca veramente poco, venerdì 31 gennaio la prima serie, realizzata in sei puntate da 50 minuti, sarà disponibile a livello globale in tutti i Paesi in cui è attiva la piattaforma di streaming.

Come mai intorno a una serie televisiva c’è tutto questo interesse e tante aspettative?

Indubbiamente il tema della serie è molto succulento, un amore tormentato, la magia nera, la superstizione, i roghi, le battaglie, la spietata caccia alle streghe, in quei tempi oscuri in cui la Chiesa aveva bisogno di un capro espiatorio a cui addossare la colpa per le carestie, le malattie, la fame e le morti ingiuste dei bambini.

Niente di più facile che incanalare la rabbia cieca del popolo e l’isteria di massa verso le donne, le “streghe”, colpevoli solo di una maggiore empatia, di percepire a pelle i sentimenti altrui, di comprendere senza le parole. Il potere femminile più bello, la forza ancestrale di ogni donna, perseguitato e messo al bando dagli uomini di Chiesa.

La trama di Luna Nera racconta proprio di una donna sospettata di essere una strega, Ade (Antonia Fotaras), una giovanissima levatrice accusata di stregoneria in seguito alla morte di un neonato. La ragazza per sfuggire al rogo è costretta ad abbandonare il suo paese, trovando riparo nel folto del bosco finché incontra una misteriosa comunità di sole donne che si sussurra pratichino la magia nera. Nessuno sa chi sono, né da dove vengano, proteggono le ragazze messe al bando dalla società.  A questa comunità femminile danno la caccia i Benandanti, un gruppo di uomini sostenuti dalla chiesa cattolica, ossessionati dalle streghe. Tra loro c’è Pietro (Giorgio Belli), il figlio del capo, follemente innamorato di Ade.  
Una favola fantasy che mescola un’accurata ricerca storica a stravaganti acconciature rockeggianti.

 Anche l’ambientazione contribuisce al fascino della saga che si svolge durante il 1600, il secolo d’oro della caccia alle streghe, in un immaginario paese italiano.  Borghi incantati, castelli inquietanti e boschi tenebrosi, i cliché che l’immaginario collettivo associa alle atmosfere gotiche ci sono tutti. Eppure le scene esterne sono state girate nel Lazio e nella Tuscia, luoghi splendidi che forse questa serie televisiva contribuirà a far conoscere in tutto il mondo: il borgo fantasma di Celleno, Sutri, Sorano, Canale Monterano, la Selva del Lamone, il Parco degli Acquedotti di Roma e il Castello di Montecalvello appartenuto al celebre artista Balthus.

Un altro punto a favore di Luna Nera è la troupe quasi interamente al femminile, dalle registe alle sceneggiatrici, dalle attrici protagoniste alla costumista e alla scenografa. Tutte donne che hanno contribuito a dare il loro punto di vista sulla più grande persecuzione della Storia.   

Non resta altro che fare il conto alla rovescia e guardare il trailer ufficiale, che ci ricorda una cosa importantissima “Il primo e più grande dei poteri è la conoscenza di sé” 

 

 

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