Non sono solo rifiuti e TE.MA gli argomenti che hanno caratterizzato l’inizio del primo Consiglio Comunale del 2020 ad Orvieto. Hanno subito acceso il dibattito le recenti dichiarazioni del Vicesindaco Ranchino di lavorare: “all’identificazione di nuove aree di edilizia di qualità ecosostenibile”. La Capogruppo di Orvieto 19 TO 24 Donatella Belcapo ha sollevato il tema con una question time, rivolta proprio al Vicesindaco Ranchino, nella quale ha chiesto conto dell’utilità di tale scelta, a fronte: “di un Piano Regolatore vigente che ancora dispone di quindici ettari di terreni destinate a zone di espansione ancora non utilizzate”.

Come se non bastasse – aggiunge Belcapo – “Orvieto offre una disponibilità di circa 350 nuove abitazioni invendute, senza tenere conto che il 40% degli alloggi presenti nel centro storico sono vuoti e non abitati”.

Il Vicesindaco dal conto suo ha risposto che: “ad oggi non risultano zone di espansione del tipo che abbiamo in mente: vogliamo verificare la possibilità di costruire in un modo diverso, per rispondere alla richiesta di uno standard abitativo di carattere internazionale”.

La popolazione ad Orvieto è in costante diminuzione e rischia di scendere sotto i 20000 abitanti: è un dato ormai oggettivo e consolidato. Ma la soluzione a questo problema, per Ranchino e l’amministrazione Tardani consistente nella costruzione di ulteriori abitazioni per attrarre nuovi abitanti – in un territorio che non offre opportunità di lavoro, di servizi e di facilità nei collegamenti, specie ferroviari – è tutta da vedere e da dimostrare. 

Di sicuro, sempre più cemento sta alimentando lo spreco di suolo nelle città italiane, così come denunciato dal rapporto 2019 di ISPRA (il centro studi del ministero dell’Ambiente) e di SNPA (Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente). Una relazione che, ogni anno, vede crescere la superficie occupata da cemento e asfalto, a fronte di una popolazione che, al contrario, diminuisce sempre di più. È come se, nell’ultimo anno, si siano costruite 456 m2 per ogni abitante in meno,  con pesanti ripercussioni sul verde urbano e sulle temperature.

L’ultima variante al Piano Regolatore ha vissuto un iter burocratico molto lungo e complesso: avviata nel 2014, ha visto passare due Sindaci, tre Assessori e due Consigli Comunali, vedendo l’approvazione definitiva solo nel 2019.

Per quale generazione e quale tipo di economia sarà al servizio la nuova, possibile, variante al piano regolatore, solo il futuro ce lo spiegherà.

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